martedì 22 agosto 2017

Commercio, svolta nei supermercati Svizzeri: si vendono insetti

Da ieri 21 agosto 2017 c'è un paese nella UE che ha cominciato a commerciare insetti nei supermercati. Si tratta della Svizzera, dove la Coop ha cominciato a commerciare un prodotto che nell'Asia (specie quella Orientale) viene consumato da sempre. La vendita è cominciata in via sperimentale solo in alcuni supermercati (sette), e comunque non sono stati immessi nel circuito insetti veri e propri, bensì polpette e hamburger che tra gli ingredienti li includono. Per la precisione sono a base di larve della farina, ma presto ci si potrebbe allargare a grilli e cavallette, gli altri due insetti sdoganati la scorsa primavera dalla legge alimentare elvetica. Presto inoltre si procederà anche alla vendita diretta di insetti integri, da rielaborare in ricette personali. Cinquanta grammi di larve a 15,90 franchi, 20 grammi di grilli a 17,90. Coming soon.

Le norme UE sugli insetti in commercio

La Svizzera ha potuto deliberare in modo autonomo di dare il via libera a questo commercio perché non si tratta di un Paese membro Ue. Da noi invece teoricamente si dovrebbe aspettare l'entrata in vigore delle direttive comunitarie dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa). Quando accadrà nel 2018, non è detto comunque che automaticamente in Italia saranno sugli scaffali dei supermercati.

Ma cosa dice il regolamento europeo? I "novel food" non possono essere messi sul mercato se non è stato utilizzato in misura significativa per il consumo umano nella Comunità prima del 15 maggio 1997. Questo regolamento però verrà superato da uno che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2018, il 22/83, che lo attualizza e consente appunto anche la vendita di insetti. Tuttavia occorrerà anche un altro passaggio: servirà un parere dell'Efsa, che può dare subito l'ok oppure può interessare tutti i paesi membri chiedendo osservazioni o obiezioni motivate. Solo dopo questi passaggi ci sarà una decisione di autorizzazione oppure di diniego.

domenica 20 agosto 2017

Inflazione USA troppo bassa, si allontana il rialzo dei tassi

L'appuntamento clou della settimana scorsa è stata senza dubbio la pubblicazione dei verbali del FOMC, ovvero l'organo di politica monetaria della Federal Reserve. Il documento ha dimostrato che l'istituto centrale americano vive più di dubbi che di certezze, e che c'è una spaccatura interna tra i membri riguardo le azioni da compiere. Questioni che hanno tenuto i trader con il fiato sospeso come è più di scoprire qual è il miglior sito forex trading. Ma alla fine si può dire che grosse novità non sono emerse.

Il problema dell'inflazione

Dalle parti della Federal Reserve si conferma alta la preoccupazione perché la dinamica dei prezzi non è ritenuta soddisfacente. Anche gli ultimi dati sull'inflazione hanno confermato che questa procede ad un ritmo ancora troppo basso per poter supportare i propri progetti monetari. Ed è proprio qui che sta il problema. La FED ammette che c'è un consenso diffuso e convinto sull'opportunità di avviare il processo di normalizzazione del bilancio entro breve termine. Ma è altrettanto diffuso il convincimento che la debolezza dell’inflazione è un ostacolo forte da tenere presente.

Il Comitato ha rivisto al ribasso le stime sull’indice dell'inflazione per la fine del 2017, per via del fatto che si è andata riducendo la componente core (ovvero i beni a minore volatilità). Questo ha agitato le acque in seno al Fomc, anche in presenza di dati migliori del previsto sul mercato del lavoro. Non bastano solo quelli, e finché non ci saranno dati in grado di confermare, o meno, la temporaneità dell’attuale basso livello dell’inflazione è meglio stare fermi. La lettura dei verbali quindi ha cambiato poco lo scenario del dollaro sul mercato valutario.

Gli effetti su Dollaro


Al momento sembra meglio evitare di negoziarlo, opure si può farlo sfruttando il bonus 25 euro trading offerto da alcuni broker. Ma altrimenti meglio strane alla larga perché la sensazione è che basti una scossa per farlo muovere in modo forte da una parte o dall'altra. Anche perché bisogna pure sottolineare le rinnovate preoccupazioni degli investitori sulla capacità dell'Amministrazione Trump portare avanti la sua agenda di politica economica.

venerdì 18 agosto 2017

Commercio: Amazon lancia "instant pickup". Compri online e ritiri in 2 minuti

Il colosso di e-commerce Amazon compie un ulteriore passo in avanti, accorciando ulteriormente le distanze che ancora esistono tra il tradizionale shopping fisico e quello virtuale. Ha infatti lanciato negli Stati Uniti un nuovo servizio che si chiama "Instant Pickup", tramite il quale è possibile fare degli acquisti online e poi ritirare la merce nei "punti di ritiro" appena due minuti dopo averle comprate su internet.

La nuova frontiera del commercio

Il servizio è ancora in fase di sperimentazione, che è stata avviata presso città con punti di ritiro allestiti in 5 luoghi universitari (i campus): Atlanta; Berkeley (California); College Park (Maryland); Columbus, Ohio; Los Angeles. Soltanto gli utenti del servizio “Prime” potranno acquistare alcune tipologie di merce come bibite, snack e oggetti elettronici. Dopo aver fatto l'ordine tramite la App di Amazon, si può andare a prendere la merce in uno dei punti preposti nel giro di un paio di minuti.

Il lancio di “Instant Pickup” è l'ultima mossa di Amazon per allargare il proprio giro di affari ed espandere la sua presenza nei negozi fisici. Appena qualche settimana fa aveva aperto delle librerie negli Stati Uniti e a giugno ha annunciato l’acquisto della catena Whole Foods Market per 13,7 miliardi di dollari.

Nel frattempo però Amazon incassa un brutto colpo da Trump. Il presidente USA infatti ha pubblicato un tweet accusando il colosso dell'e-commerce di «danneggiare in modo grave i commercianti che pagano le tasse: cittadine, città e stati sono danneggiati, persi molti posti di lavoro». Il gigante delle vendite online che è uno dei bersagli costanti del presidente su Twitter. La dichiarazione del tycoon, giunta durante la prima mattinata, ha creato tensione sui mercati e portando sul titolo Amazon un calo dell'1%, con una perdita di capitalizzazione pari a 5 miliardi di dollari.