martedì 17 ottobre 2017

Mercato del rame da record: quotazione ai massimi da 3 anni

I mercati finanziari hanno avuto un protagonista insolito nella giornata di ieri: il rame. Il metallo infatti ha raggiunto una quotazione massima da 3 anni a questa parte, salendo quasi a 7200 dollari per tonnellata a Londra, con un rialzo giornaliero del 4% circa. A Shanghai invece le quotazioni avevano raggiunto il massimo addirittura dal 2012. In generale tutti i metalli del listino del London Metal Exchange si sono apprezzati, ma è chiaro che l'exploit del rame è quello che fa notizia. E c'è da commetterci che adesso catturerà l'attenzione di molti trader alle prese con i migliori siti per fare trading.

I dati super del mercato del rame


Durante l'ultima settimana gli speculatori sui mercati finanziari hanno rafforzato la loro esposizione rialzista sul rame. Secondo il report della Cftc, al Comex di New York le posizioni nette in acquisto dei fondi sono risalite di 4.234 lotti (da 25 mila libbre), portandosi a 94.246 lotti. La crescita complessiva delle posizioni aperte è stata di 16 mila lotti (+6%). Ma un rialzo sostenuto c'è stato anche al Lme, dove la crescita dei volumi trattati ha portato che il totale dello scorso mese al valore massimo dal 2015.

Ancora più eclatante è quanto accaduto il 15 settembre, quando l'attività giornaliera è giunta a 1,8 milioni di contratti, massimo di sempre nei 140 anni di storia della borsa di Londra. Va detto che negli ultimi due anni i metalli avevano perso un po' di appeal presso il popolo degli investitori, tanto che si era registrato un calo del 12%. Poi invece l'attenzione è tornata ad essere alta sulle commodities. Anche molti piccoli trader neofiti, quelli che ad esempio sfruttano le piattaforme bonus trading senza deposito, un "giro" su questi mercati lo fanno.


A sostenere la crescita del rame sono state le aspettative positive dal 19° Congresso del Partito comunista cinese, che detterà il piano economico quinquennale e dovrebbe fornire indicazioni sui progetti di crescita dell’economia del paese asiatico.

domenica 15 ottobre 2017

Banche, Draghi avverte che il problema dei NPL va risolto

Sono ancora i crediti in sofferenza presenti nei bilanci delle banche a far discutere il mondo economico. Quest'oggi il presidente della BCE Mario Draghi e il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, hanno provato ad alleggerire un po' i toni di una aspra polemica scatenata dopo la proposta presentata la settimana scorsa dalla vigilanza europea.

I problemi delle banche

E' stato sottolineato anzitutto che si tratta di un documento a scopo consultivo, e non di un obbligo imposto dalla BCE. Un eventuale intervento della Eurotower arriverà solo a dicembre, dopo che tutte le parti interessate avranno formulato i propri commenti. Inoltre a novembre ci sarà un incontro pubblico a Francoforte sul tema. Ad ogni modo, il problema c'è e va affrontato, ha sottolineato Mario Draghi. Così come vanno affrontati altri temi critici del sistema bancario europeo, come i crediti all’immobiliare delle banche spagnole o i derivati nei bilanci delle banche francesi. Tutti temi che sono stati messo sotto la lente di ingrandimento della vigilanza BCE.

Quello dei crediti in sofferenza è un tema assai delicato per le banche italiane, che sono quelle che in ambito Europeo ne soffrono di più. L'alta percentuale di NPL ha quindi chiaramente fatto scattare l'allerta nelle nostre istituzioni creditizie. Tuttavia, il governatore della Banca d'Italia ha sottolineato che i flussi di Npl sono tornati ai livelli del 2006 e 2007, ante-crisi. Quest'anno potrebbero arrivare sotto l’8%.

Altro tema toccato da Draghi è quello relativo ai tassi di interesse bassi. Secondo Draghi questa politica condotta dalla BCE ha finora prodotto vantaggi superiori agli svantaggi, dal momento che la redditività delle banche è cresciuta.

venerdì 13 ottobre 2017

Bitcoin oltre il muro dei 5000 dollari. Marcia da record

Dopo che nella prima metà di settembre c'era stata una bella frenata, il Bitcoin è ripartito di slancio. La criptovaluta più famosa al mondo sta viaggiando a suon di record, ed ha superato quota 5300 dollari, in base ai dati diffusi da CoinDesk. A sorprendere è la forte ascesa della moneta virtuale, che non si ferma più. Chiaramente questo non suscita l'interesse soltanto dei fornitori di migliori segnali opzioni binarie affidabili gratis, ma anche degli specialisti.

Dalla primavera scorsa il Bitcoin ha messo assieme un guadagno choc. Basti pensare che le quotazioni della valuta digitale più nota al mondo sono pressoché quintuplicate nel 2017. Per la precisione ha messo a segno un progresso del 427% da inizio anno.

Perché piace così tanto Bitcoin


Il motivo per cui il Bitcoin è stato protagonista di questa impetuosa ascesa è duplice. Da una parte c'è un aspetto tecnico, che ha a che vedere con la maggior sicurezza e affidabilità del software che ne gestisce la trattazione. Al tempo stesso però c'è anche un chiaro intento speculativo da parte dei trader. E' evidente che essendo questa criptovaluta sganciata da qualsiasi problematica di carattere economico o geopolitico, tende ad assumere le caratteristiche di un "bene rifugio".

Non stupisce allora che i migliori broker forex italiani uno dopo l'altro abbiano cominciato a includere Bitcoin nelle loro piattaforme di trading. Anche se va sempre rimarcato che è estremamente difficile fare previsioni sull’andamento di questi asset, che dovrebbero essere negoziati soltanto da chi ha già maturato una certa esperienza di trading online.

mercoledì 11 ottobre 2017

Economia italiana in crescita, il FMI rivede le stime al rialzo

L'Italia migliora, secondo il Fondo monetario Internazionale. L'organismo internazionale ha pubblicato il suo World Economic Outlook in occasione dei lavori autunnali di Fmi e Banca mondiale. In esso è contenuto il quadro complessivo della crescita economica globale, dove si evidenziano dei progressi (sia negli USA che nell'Eurozona) rispetto all'ultimo report che era stato ad aprile scorso.

I dati del FMI sull'economia italiana


A livello globale la crescita è stato rivista al rialzo da +3,6% per il 2018 a +3,7%. Nonostante il quadro generale più ottimistico, secondo il FMI continuano a rimanere alcune zone d'ombra perché la ripresa è ancora vulnerabile e continua a manifestare fattori di rischio serio. Come detto, vanno complessivamente bene sia Europa che USA, mentre la Cina continua a crescere a ritmi sostenuti. Tuttavia è l’India il paese dove si registra la crescita maggiore: oltre il 7%.

Se guardiamo all'Eurozona, il FMI evidenzia una crescita del PIL di 0,2% in più rispetto alle precedenti previsioni. Nel 2017 la crescita è al 2,1%, mentre nel 2018 sarà di 1,9%. Si assottiglia inoltre la distanza con gli Stati Uniti, che crescono quest’anno del 2,2% (+0,1 punti) e il prossimo del 2,3% (+0,2 punti). Tra i dati spicca quello relativo alla Gran Bretagna, unico paese del Vecchio contenente per il quale le stime vengono riviste al ribasso dello 0,3% per quest’anno. Chiaramente colpa delle incertezze legate alle Brexit.

E l'Italia? Migliora. Dopo il +0,9% del 2016, secondo il Fmi la crescita per l’anno in corso arriverà all’1,5% (+0,2%), mentre per l'anno prossimo toccherà l’1,1% (+0,1%), in quest'ultimo caso più bassa di quella prevista del nostro governo, secondo il quale anche nel 2018 la crescita sarà per un +1,5%. Restando da noi, il debito pubblico dovrebbe salire al 133% del Pil nel 2017, ma calerà al 131,4% nel 2018 e al 120,1% nel 2022. Scenderà anche il nostro deficit, che nel 2018 si porterà all’1,3%.

lunedì 9 ottobre 2017

Inflazione e minute Fomc, ecco gli appuntamenti clou della settimana

La settimana sui mercati finanziari comincia in tono soft, anche per via della chiusura della Borsa di Tokyo per festività. Il clou si concentra da metà settimana in poi, specialmente per gli USA. Verranno rese note le minute della FED riguardo al meeting di settembre, e poi venerdì ci sarà l'appuntamento con i dati sull'inflazione americana e quelli europei. Occhio anche al mercato azionario, perché prende il via la stagione delle trimestrali a Wall Street. Tenetevi quindi pronti con la vostra piattaforma di trading (a tal proposito, qui vediamo come funziona plus500 web trader).

Il top sarà con i dati sull'inflazione

Come detto, dopo un avvio di settimana soft ci saranno degli spunti più interessanti. Martedì nel Regno Unito verranno pubblicati i report su produzione industriale e manifatturiera, nonché la bilancia commerciale. Occhio anche alla riunione dell'Econfin per quanto riguarda la UE e all'intervento del capo della BoJ Kuroda. Mercoledì occhi puntati sulla FED. Le minute riguardo l'ultima riunione del Fomc faranno capire ancora di più quel sia l'atteggiamento dell'istituto americano riguardo l'ipotesi di ritocco dei tassi di interesse a dicembre. Giovedì invece tocca al dato sulla produzione industriale Eurozona, ed è previsto anche l'intervento di Mario Draghi (BCE).

Come abbiamo detto in avvio, la grande protagonista della settimana dal 9 al 13 settembre sarà però l’inflazione. Per cui se dovete scegliere la miglior piattaforma di trading online fatelo prima di allora. Giovedì c'è l'antipasto francese, mentre venerdì arriveranno i dati su Italia, Eurozona, ma anche quella negli Stati Uniti. I prezzi al consumo rappresentano ad oggi uno dei principali ostacoli da superare per le banche centrali, per cui questi report potrebbero essere dei driver molto importanti per le piazze finanziarie. Dati che saranno sicuramente in grado di influenzare il cambio euro dollaro.

sabato 7 ottobre 2017

Moody's conferma il rating dell'Italia, ma pesa l'incertezza politica

C'era molta attesa di conoscere il giudizio dell'agenzia Moody's, arrivato in chiusura dei mercati. Alla fine il rating dell'Italia è stato confermato a Baa2 con outlook negativo. Ma è una conferma che comunque può far tirare un sospiro di sollievo, anche perché il commento è tutto sommato ottimistico. Secondo l'agenzia newyorkese infatti abbiamo "una crisi del sistema bancario più profonda" ma tuttavia rimane il peso "dell'incertezza politica". E' un'Italia che cresce, ma restano i rischi.

Il giudizio di Moody's

Secondo Moody's c'è stato un miglioramento nel complesso per il nostro sistema-paese, ma tuttavia è probabile che le prospettive di crescita rimarranno moderate nel medio termine.

Un grosso peso in tal senso ce l'hanno le prospettive politiche. Infatti regna l'incertezza su quelle che saranno le politiche portate avanti dal prossimo governo. Ci sono le elezioni da mettere in conto, e nessuno sa come finiranno. E probabilmente il risultato finale genererà un Parlamento con delle maggioranze molto flebili. Questo significa che non si possono prevedere la capacità e la volontà di chi governerà un domani, di continuare ad affrontare problemi come il risanamento dei conti pubblici e le riforme strutturali ancora necessarie, nonché il problema del debito pubblico che in Italia resta ancora troppo elevato.

Riguardo alla questione delle banche, Moody's sottolinea che la gestione da parte del governo sia stata efficace. Le mosse dell'Esecutivo italiano hanno evitando scenari che avrebbero appesantito in maniera significativa anche i conti pubblici. Tanto che ora le possibilità di crescere sono maggiori rispetto a quanto l'agenzia di rating stimava in precedenza.

giovedì 5 ottobre 2017

Mercati ancora tiepidi riguardo alla questione della Catalogna

Il popolo dei trader sembra minimizzare la questione relativa alla indipendenza Catalana, anche se a ben guardare il rischio che possa avere una forte ripercussioni sui mercati c'è. Al momento gli investitori sono propensi a prevedere un esito meno invasivo della questione, che viene per lo più vista come una faccenda interna alla Spagna. Tuttavia, mentre si è impegnati a imparare la propria interfaccia di trading, a cercare i broker spread più bassi forex o valutare le proprie strategie, un occhio bisogna comunque darlo alla Catalogna.

Le ripercussioni sui mercati


La Commissione Europea ha preso già posizione contro la mossa Catalana, annunciando che se davvero si arrivasse alla indipendenza, la regione iberica verrebbe subito esclusa dall’UE. Chiaramente questo significa vivere una situazione di incertezza interna, che però ripercuote i suoi effetti anche all'esterno. La lealtà della Catalogna verso l’UE si sta esaurendo, mentre già da tempo questo è successo con Madrid. In sostanza, la Ue ha peccato in diplomazia.

Nel frattempo il governo regionale catalano ha annunciato altre manifestazioni, e la frange più radicale ha chiesto un’immediata dichiarazione unilaterale d’indipendenza, che potrebbe esserci nei prossimi giorni (con una possibile attivazione dell’Articolo 155).

Sul Forex negli ultimi giorni la moneta unica è rimasta stabile poco sotto quota 1,18 nei confronti del dollaro. Secondo i dati Markets (vedi qui markets.com recensione) c'è stato un calo lieve, anche perché l'euro trova benefici dalle ultime indicazioni giunte dagli indici PMI. Tuttavia saranno importanti i prossimi dati macro (come i NFP americani) e l'eventuale acuirsi delle tensioni spagnole per capire dove si sta avviano questo cross nel Forex.

martedì 3 ottobre 2017

Economia, Istat fiduciosa: "prosepttive di crescita buone"

Il presidente dell'Istat, Giorgio Alleva, questa mattina si è presentato in audizione in Commissione Bilancio di Camera e Senato sulla Nota di aggiornamento al Def. Il numero uno dell'istituto di statistica italiano ha mostrato un volto fiducioso, parlando di segnali di miglioramento dell’economia italiana, grazie soprattutto a domanda di investimenti in macchine e attrezzature. Di più, ci si aspetta un incremento della crescita rispetto al secondo trimestre dell'anno.

Non sono tutte rose e fiori comunque, visto che il presidente Istat ha pure evidenziato come rimanga un forte gap dell’occupazione femminile rispetto alla media europea, e che anche la partecipazione dei giovani al mondo del lavoro - nonostante la riduzione della disoccupazione - resta deludente (su 375mila occupati in più negli ultimi 12 mesi, neppure la metà è under35).
Inoltre Alleva ha puntato il dito contro l'elevata propensione all'evasione fiscale e contributiva, che domina in molti settori dell’economia. Mediamente nel 2012-2014 si osserva un gap di 107,7 miliardi, di cui 97 di mancate entrate tributarie e 10,7 di contributi.

PIL in salita, sorride l'economia

Intanto ci sono dati confortanti riguardo al PIL italiano, che l'Istat ha rivisto al rialzo nel primo trimestre. Il dato congiunturale sale da +0,4% a +0,5%, mentre il secondo trimestre vede una revisione al ribasso (da +0,4% a +0,3%). Per effetto di questi aggiustamenti, il dato atteso complessivo per il 2017 resta +1,2%.

Altro dato interessante riguarda la propensione al risparmio delle famiglie, che è calata. In pratica le famiglie tendono a mettere da parte di meno di quel che facevano in precedenza, spendendo invece una frazione maggiore del loro reddito. Nel secondo trimestre infatti, la propensione al risparmio è stata pari al 7,5% (-0,2 punti sul trimestre precedente). Siamo al livello più basso dalla fine del 2012. Resta invece fermo il potere d'acquisto delle famiglie, che però su base annuale scende dello 0,3% (per lo più a causa degli effetti dell'inflazione).

domenica 1 ottobre 2017

Criptovalute di nuovo al centro del mirino delle critiche

Ci sono sempre le criptovalute al centro dell'interesse degli investitori. Dopo un paio di settimane di grosse difficoltà, il Bitcoin infatti è andato in rapida salita tornando oltre quota 4000 euro. I duri colpi incassati dalla Cina (che ha vietato le ICO, raccolte fondi) e da Jp Morgan (il cui Ceo ha definito le criptovalute come "frode") sono stati superati. Aveva ragione quindi chi pronosticava una ripresa del rally delle valute digitali.

Elogi e critiche alle criptovalute


Lo disse in special modo il 29enne Jay Smith, uno che di Bitcoin se ne intende visto che ha ottenuto quasi il 300% di profitto nell'ultimo anno, negoziando la criptocurrency più importante di tutte su eToro (dove vanta oltre 9mila follower). Rimandiamo ad altro sito per conoscere cos'è e come funziona eToro, qui basta dire che consente di clonare le mosse altrui, ed è inutile dire che Smith è seguitissimo. Il giovanotto londinese è convinto che il Bitcoin sia destinato a salire ulteriormente, e tornare oltre quota5mila dollari.



Occhio però, che proprio questo tipo di trading è stato molto criticato. Sappiamo che cos'è il fx trading, mentre il CFD (contratti per differenza) è uno strumento sintetico, che consente di fare trading sulle differenze di prezzo, senza cioè possedere materialmente il sottostante. Ma se il sottostante è un asset con alta volatilità come il Bitcoin, questo aggiunge difficoltà a difficoltà, e con la leva finanziaria può diventare molto insidioso, esponendo a gravi perdite il sottoscrittore.

Ecco perché bisogna fare molta attenzione quando si fa trading in CFD su degli asset molto rischiosi come i vari Bitcoin, Ethereum, ecc

venerdì 29 settembre 2017

Banche, dal 1 ottobre scatta l'aumento sui conti correnti

Brutta sorpresa per molti correntisti italiani di diverse banche (il 12,5% del totale). A partire da ottobre infatti i loro conti costeranno di più, per via di un aumento deciso unilateralmente dagli istituti. I rincari riguarderanno il prelievo contante allo sportello, movimenti allo sportello, bonifici disposti in filiale, costo per ogni utenza domiciliata in banca. Per alcuni istituti si arriverà a pagare fino a 4 euro per un'operazione allo sportello, a 2 euro per l'invio dell'estratto conto mentre l'apertura di un conto online potrà richiedere fino a 35 euro in più.

La stangate delle banche

L'aumento generalizzato dei costi non riguarderà soltanto le banche tradizionali, dal momento che pure le banche online potrebbero applicarli. Alcuni dei conti correnti online che finora sono stati venduti a canone zero, potrebbero finire col costare qualcosina. Per le banche che operano esclusivamente o prevalentemente online, le variazioni di costo riguarderanno la domiciliazione delle utenze, i prelievi presso gli Atm e i prelievi fatti al di fuori dei confini nazionali.

Il consumatore cosa può fare? Se la banca aumenta i costi dei conti correnti, la normativa prevede la possibilità di recedere dal contratto cambiando istituto di credito senza sostenere costi accessori, entro 12 giorni. Questo è possibile nel caso in cui è la banca, unilateralmente, a decidere la variazione del contratto (in sostanza quasi nella totalità dei casi). Passando ad altro istituto, talvolta come nuovo cliente potreste avere un trattamento privilegiato, almeno per il primo anno.

mercoledì 27 settembre 2017

Costo del denaro: il rialzo negli USA ci sarà. Lo dice la Yellen

Marcia indietro da parte della Federal Reserve. L'istituto centrale americano, per bocca della numero uno Janet Yellen ha ammesso di aver fatto male i calcoli riguardo inflazione e lavoro. La cosa più importante per i mercati però è che, se è vero che questo rallenterà il processo di normalizzazione, dall'altra non mette a rischio il prossimo ritocco dei tassi a dicembre.

Janet Yellen in un discorso alla National Association for Business Economics a Cleveland (Ohio), ha ammesso che la Banca Centrale Americana potrebbe aver valutato in modo errato la forza del mercato del lavoro, nonché quanto le previsioni della FED circa l'inflazione siano effettivamente in linea con i dati reali. Sostanzialmente c'è stato un po' troppo ottimismo, e questo comporta che l'aggiustamento della politica monetaria dovrà a maggior ragione essere graduale. Ricordiamo che la FED si prepara da ottobre a iniziare una storica riduzione del bilancio.

La FED si prepara ad alzare il costo del denaro


Riguardo al ritocco dei tassi, la Yellen comunque ha ribadito che dovrà esserci (motivo per cui i migliori segnali trading opzioni binarie gratis oggi dicono "up"), anche senza dover aspettare che l'inflazione al target della Fed (2%). Il motivo è che comportarsi diversamente sarebbe imprudente. Se da un alto infatti aumenti troppo rapidi dei tassi potrebbero rallentare la crescita economica, dall'altra una attesa troppo lunga potrebbe creare problemi sul fronte dei prezzi, che secondo la Yellen sarebbero "difficili da superare senza innescare una recessione".

Il fatto che della Yellen abbia parlato di un imminente rialzo del costo del denaro ha fatto schizzare in alto il dollaro. Come abbiamo visto sulle migliori piattaforme opzioni binarie, il cross tra euro e dollaro è sceso a 1,1742, mentre il dollar index è giunto ai massimi di un mese a 93.111 punti. In realtà sembra che il mercato abbia interpretato le parole del capo della FED in senso un po' troppo hawkish di quanto non siano in realtà.

lunedì 25 settembre 2017

L'evasione fiscale toglie allo Stato 87 miliardi di euro l'anno

Il fenomeno dell'evasione fiscale continua a farsi sentire sulle casse dello Stato Italiano. Secondo gli ultimi dati infatti, ogni anno ci sono circa 87 miliardi di entrate che mancano all'appello a causa dell'evasione fiscale. La stima è stata pubblicata nell'ultima relazione allegata alla nota di aggiornamento al Def. Secondo l'analisi circa 12,7 miliardi derivano da omessi versamenti o errori nella compilazione dei modelli di dichiarazione. Gli altri 74,3 miliardi di euro invece sono frutto di occultamento della base imponibile dell'imposta da pagare.

Quali sono le tasse più soggette a evasione

Tra le tasse più soggetti al fenomeno dell'evasione fiscale regna incontrastata l'IVA. Infatti in media negli ultimi anni mancano 35,4 miliardi di euro nelle casse del bilancio pubblico. Un importo stratosferico che equivale al valore di una intera legge di bilancio. 

Secondo la relazione il mancato pagamento dell'IVA deriva essenzialmente da due fattori. Anzitutto si tratta dell'imposta con la più alta base imponibile; in secondo luogo, vista la possibilità di accedere al regime dei corsi o delle compensazioni, è un tributo che meglio si "presta" a comportamenti evasivi.

Nella classifica delle tasse a maggior incidenza di evasione fiscale c'è l'Irpef con 30,7 miliardi. Terzo posto per l'Ires: 10,1 miliardi.

Il dato positivo è che nel corso degli ultimi anni c'è un leggero miglioramento del fenomeno. Dagli 89,1 miliardi di ammanco del 2014 si è infatti passati agli 85,2 miliardi del 2015, per lo più legato alla flessione del gap IRAP (-2,2 miliardi) e di quello dell’IVA (-1,5 miliardi).

sabato 23 settembre 2017

Moody's colpisce il Regno Unito: abbassato il rating

Il weekend per il Regno Unito si apre con una doccia fredda dal punto di vista finanziario. L’agenzia di rating Moody’s - pur migliorando l'outlook della Gran bretagna a "stabile" - ha infatti deciso di tagliare il suo rating sull'affidabilità creditizia, portandolo al livello Aa2, ovvero il terzo livello più alto nella scala di valutazione.

La sterlina ha reagito male sui mercati. I migliori segnali opzioni binarie affidabili gratis hanno subito puntato sul ribasso del pound. La divisa di Sua Maestà è poi scesa a 1,3495 dollari, salvo poi risalire verso quota 1,35 USD.

Consiglio: se volete negoziare valute, imparate bene cos'è la leva finanziaria forex trading, visto che è il meccanismo alla base di tutto.

Le motivazioni del taglio di Moody's


E' la prima volta che il rating viene ritoccato, dopo le elezioni che si sono tenute a inizio estate. Da quella consultazione elettorale, la May era uscita male con un Governo indebolito e la necessità di rivedere la sua linea su politiche economiche e Brexit. Le motivazioni ufficiali del taglio da parte di Moody’s sono riconducibili a due fattori. Anzitutto l’indebolimento delle finanze britanniche, in secondo luogo l'erosione della forza economica come conseguenza dell’addio alla UE.

Nel frattempo, proprio la premier britannica ieri ha tenuto un discorso a Firenze. La May ha parlato della necessità di trovare un accordo su Brexit, pronosticando un periodo di transizione di circa due anni. Ha poi parlato agli italiani: “Voglio reiterare a tutti gli italiani e ai cittadini Ue che vivono nel regno Unito che vogliamo che restiate, siete preziosi per noi e vi ringraziamo per il vostro contributo”.

mercoledì 20 settembre 2017

Prezzi polizze auto, aumenti del 13%. Campania la Regione più cara

Schizzano i prezzi delle polizze assicurative. Nel giro di un anno il costo di una Rc Auto è salito del 13%, per un premio medio che si colloca poco sotto i 600 euro (per la precisione 577,50). Cosa ancora più preoccupante, è che non si tratta di una impennata una tantum bensì di un aumento costante nel tempo, tendendo conto che nell'ultimo semestre sono salite del 9,14%.

A rilevare questi dati sui prezzi polizze auto è stato l'Osservatorio assicurazioni auto di Facile.it, che ha analizzato le tariffe offerte dalle compagnie a livello nazionale, regionale e provinciale su un campione di oltre 6 milioni di preventivi effettuati.

Crescita dei prezzi polizze auto


Da cosa dipende la crescita? L'inflazione in sé non c'entra nulla, anche perché è piatta e quindi non avrebbe dovuto portare rialzi. Questi invece sono provocati dal numero di sinistri con lesioni a persone in crescita (+0,7%) ma soprattutto dalla preoccupante percentuale di quelli che causano un decesso. Incide anche la percentuale molto elevata (22%) di auto che circolano senza essere assicurate.

A livello regionale, è la Campania quella messa peggio: 989,91 euro di premio medio, ovvero il 71% in più rispetto alla media nazionale. E beffa ancora più grande, anche la seconda regione con i rincari maggiori, +20,78% in un solo anno. Peggio fa solo la Val d’Aosta con +31% in un anno, ma va detto che questa è anche la regione dove si paga l'assicurazione media più bassa: 405,31 euro (come in Friuli Venezia Giulia, 408,59 euro). A Oristano e Pordenone le polizze più economiche (374,12 e 386,29 euro).

lunedì 18 settembre 2017

Mercati impassibili di fronte al nuovo test coreano

Malgrado l'ennesima provocazione nucelare della Corea, i mercati sono rimasti sostanzialmente impassibili sul finire della settimana scorsa. La notizia di un nuovo lancio di un missile di Pyongyang sul Giappone ha scosso soltanto i mercati asiatici nella notte di venerdì, tanto da spingerli verso un calo. Ma poco dopo gli investitori si sono tranquillizzati e le quotazioni hanno ripreso la marcia. Addirittura il Nikkei di Tokyo ha sovraperformato, mentre i mercati sudcoreani sono rimasti impassibili. L'unica eccezione è rappresentata dai mercati australiani, sui quali però la pressione è giunta da altri fronti.

La reazione dei mercati

Come mai i mercati non hanno reagito al lancio del missile nordcoreano nello spazio aereo giapponese? Sono altri i fronti caldi. Ad esempio la forza della sterlina sull’USD, dopo l'intervento della Bank of England che è parsa molto più hawkosh che in passato. La prospettiva che la banca sarà costretta ad alzare i tassi ha acceso gli speculatori. Il rialzo della sterlina (si può vedere su un qualsiasi miglior conto trading online forex) ha raggiunto i livelli che non si vedevano dal voto di Brexit del giugno 2016, e questo ha spinto il FTSE ai minimi di aprile.

Inoltre i mercati europei hanno risentito anche della forza dell’euro, che sta minacciando il programma di normalizzazione che la BCE avrebbe voluto portare avanti nei prossimi mesi. Anche in questo caso ci si può aiutare con un qualsiasi miglior sito per opzioni binarie per vedere l'andamento della quotazione della moneta unica contro dollaro e yen.

Anche negli Usa è stato sostanzialmente ignorato il test missilistico nordcoreano. I tre principali indici Usa sono volati a nuovi massimi record, trainati dai settori tecnologici e delle telecomunicazioni, anche se guadagni sono stati evidenziati nella maggior parte dei settori dello S&P. Tutto questo peraltro, malgrado i dati economici siano stati deludenti (vendite al dettaglio in calate inaspettatamente per la seconda volta negli ultimi tre mesi, produzione industriale in discesa, fiducia dei consumatori calata leggermente ad agosto).

sabato 16 settembre 2017

Banche, il Governo vara il tetto alle commissioni su bancomat e Carte credito

Altro cambio per il mondo delle banche, dopo una riunione lampo (meno di mezz'ora) del Consiglio dei ministri. Per recepire la direttiva dell’Ue del 2015 sui servizi di pagamento nel mercato interno, il Governo ha infatti deciso che la commissione interbancaria per i pagamenti tramite carta di debito e prepagata non potrà andare oltre il limite massimo dello 0,2% per i bancomat, elevabile a 0,3% per le carte di credito.

Cosa cambia per le banche


Per promuovere l'utilizzo di strumenti di pagamento elettronici, viene poi confermato e generalizzato il divieto di applicare un sovrapprezzo per l'utilizzo di un determinato strumento di pagamento (cd. divieto di surcharge). Questo dovrebbe semplificare il pagamento con carte di credito anche di piccoli importi (tipo caffè al bar, giornale in edicola, biglietto dell’autobus) che attualmente vengono fatti solo in contati. La norma inclusa in un decreto legislativo dovrà però passare al vaglio del Parlamento - in via consultiva - prima di entrare in vigore.

Non c'è però nessun accenno alle eventuali sanzioni per chi non accetta pagamenti elettronici, cosa che dovrebbe esserci in un provvedimento che vedrà la luce entro i prossimi mesi. Molti esercenti (tramite le loro associazioni) hanno però fatto sapere che ci sarà battaglia contro l'ipotesi delle multe comprese tra i 10 e i 30 euro.

In realtà il tema resta ancora complesso. C'è un esempio di pochi anni fa che lo dimostra. Per agevolare il pagamento elettronico, ai distributori di carburante fa reso esente da commissioni l'utilizzo dei Pos. Questa misura incontrò la pronta risposta delle banche, che ritirarono immediatamente tutti i dispositivi perché non potevano più lucrare sul loro utilizzo. Va precisato inoltre che la norma va a intervenire sul rapporto tra le banche emittenti di carte e i gestori dei dispositivi. I primi vengono pagati dai loro clienti, i secondi scaricano le commissioni sui negozianti utilizzatori del Pos. Il punto è che American Express e Diners sono le uniche ad emettere carte di credito/debito e ad essere anche gestori di Pos, e per questo motivo spesso vengono rifiutate dagli esercenti.

giovedì 14 settembre 2017

Dollaro in ripresa, ma i trader aspettano il dato sull'inflazione

E' uno dei giorni più attesi della settimana da parte degli investitori. Oggi dagli USA giungeranno infatti i dati relativi alla inflazione al consumo, che daranno qualche indicazioni maggiore circa la possibilità che la FED alzi i tassi in futuro. Nel frattempo il dollaro marcia stabile nel Forex contro le altre principali valute. Il che è comprensibile, visto che nessuno vuole fare una mossa azzardata prima dei dati sul CPI.

La ripresina del dollaro

C'è quindi ancora un po' di tempo per decidere quale broker forex scegliere. L’indice del dollaro USA al momento viaggia verso quota 91,39. Ricordiamo che il Dollar Index misura l'andamento del greenback contro un paniere composto dalle altre valute principali del Forex. Nel corso di questa settimana il suo valore è rimbalzato dell’1,14%, segnando una ripresa rispetto al minimo di oltre due anni toccato la scorsa settimana.

La crescita è essenzialmente dovuta all'allentarsi delle tensioni sul fronte Corea del Nord, nonché al minore impatto dell’uragano Irma sull'economia. Una piccola spinta è giunta ieri anche dalla schiarita sul fronte politico interno. C'è un po' meno scetticismo riguardo la capcaità del governo Trump di far passare la riforma fiscale.

Il dato sull'inflazione

E' chiaro però che l'impatto maggiore l'avrà il dato sull'inflazione in uscita oggi. Fino a quel momento, meglio evitare esperimenti per capire se il Forex trading online automatico funziona. Del resto ieri i dati hanno evidenziato che malgrado la ripresa dei prezzi alla produzione, non ci sono grandi pressioni inflazionarie. Questo resta un possibile ostacolo per i piani della Fed circa l’aumento dei tassi di interesse.

La riunione della Fed è in calendario il prossimo 20 settembre. Un dato relativo all'inflazione minore delle attese porterebbe a un rally dell'euro/dollaro e vendite sul dollaro/yen. Tenuto conto che circa il cross Eur-Usd siamo in prossimità del livello psicologico importante posto a quota 1,20, l'azione del prezzo in un verso o nell'altro potrebbe davvero diventare molto importante.

martedì 12 settembre 2017

Soldi, arriva il bonifico istantaneo: 10 secondi (ma costa di più)

Nelle vite dei cittadini europei sta per arrivare il bonifico istantaneo, che consentirà di trasferire soldi in appena 10 secondi, rispetto al giorno (anche 2) che impieghiamo attualmente. La rivoluzione dell'«instant payment» (così si chiama) comincerà il 21 novembre. Per adesso sappiamo alcune cose riguardo al funzionamento di questo mezzo di pagamento. Sarà possibile effettuarlo 7 giorni su 7, anche nelle ore notturne e indicherà un ordine non revocabile, per ora fino a 15 mila euro. E chiaramente essendo una soluzione di urgenza, comporterà un sovrapprezzo.

Cambia il modo di trasferire soldi


C'è la possibilità che sullo stesso bonifico venga operata una doppia commissione. Potrebbe infatti esserne posta una anche a carico del beneficiario. Non esiste del resto un vincolo interbancario che imponga di non prevedere "commissioni all'ingresso". Il prezzo verrà eventualmente definito in futuro, anche sulla base del valore percepito dal cliente per ottenere il servizio. Al momento in Italia sono già in corso alcune sperimentazioni concrete. Intesa Sanpaolo e Unicredit sono infatti già partite con la fase pilota. Nel frattempo l'azienda italiana SIA sta costruendo l’infrastruttura tecnologica per Eba Clearing che gestirà questi bonifici. Si chiama Rt1, è la rete alla quale si collegheranno 34 banche in Europa.

Per comprendere l'impatto che potrebbe avere questo nuovo strumento, basta considerare che in base ai dati di Banca d'Italia, i bonifici sono (al pari delle carte di credito) lo strumento di pagamento alternativo al contante che sta crescendo di più. Se nel 2016 infatti coprivano solo il 16% del numero totale dei pagamenti, dieci anni più tardi questa quota è salita al 24% (a scapito degli assegni, scivolati dal 13% al 3%). E parliamo di un paese come l'Italia affezionatissimo ancora al contante, quindi con un potenziale di crescita ancora ampio.

domenica 10 settembre 2017

Investitori delusi dalla BCE. L'euro continua a marciare forte

La settimana che si è conclusa ha visto tutte le attenzioni puntate su Mario Draghi e il meeting della BCE. Tuttavia il numero uno della Eurotower ha fornito poche informazioni sul futuro del QE, tradendo così le aspettative degli investitori. La strategie è stata quella di prendere ancora tempo e non sbilanciarsi troppo. Come era previsto, la BCE ha deciso di non toccare il livello dei tassi d’interesse chiave, mantenendoli al livello minimo. Da parte dei trader c'era la speranza che Draghi presentasse un piano riguardo l'allentamento quantitativo, ma così non è stato. La discussione è stata rimandata alla fine dell’anno, ed anzi Draghi ha aggiunto che se sarà necessario il QE continuerà anche nel 2018.

Draghi non convince gli investitori

Nulla di nuovo quindi, e soprattutto non c'è stata alcuna reazione concreta a quello che è il problema principale della BCE, ovvero il forte apprezzamento dell’euro degli ultimi mesi. La valuta unica da inizio anno ha guadagnato quasi il 15% contro il dollaro e i migliori segnali gratis opzioni binarie continuano a puntare sul rialzo del cross Eur-Usd. Draghi ha solo affermato che la “volatilità dell’euro rappresenta una fonte d’incertezza", ma non ha detto nulla circa le mosse che intende fare. Gli investitori quindi non avranno certezze fino almeno alla prossima riunione di ottobre. Ma è plausibile che ogni risposta arriverà non prima di dicembre.

La reazione dell'euro durante la conferenza stampa è stata immediata. Dopo esserci chiesti quali sono i migliori broker opzioni binarie, apriamo le loro piattaforma e vedremo che l'EUR/USD si è impennato a 1,2059 e in seguito la sua salita è continuata fino a entrare nell'orbita 1,21. Il fatto che Draghi non sia sembrato troppo preoccupato per la forza dell’euro è stato interpretato come un segnale rialzista quindi.

Adesso gli investitori si stanno già concentrando sul prossimo evento chiave in calendario, ossia la riunione del FOMC - l'organo di politica monetaria della FED - in programma il 20 settembre. Al momento comunque non sembrano esserci le condizioni affinché la Fed possa continuare il suo programma di rialzo dei tassi, ma è comunque interessante sapere le novità riguardo la data d’inizio del programma di riduzione degli attivi di bilancio USA.

giovedì 7 settembre 2017

FED, si dimette il vice-presidente Fischer. Ora tocca alla Yellen?


La FED cambia il numero due, e a febbraio potrebbe cambiare anche il numero uno. Stanley Fischer, vice presidente dell'istituto centrale americano, ha annunciato le proprie dimissioni tramite una lettera a Donald Trump. Il suo mandato da vice sarebbe scaduto a giugno. Questo fa correre il pensiero a ciò che potrebbe succedere a febbraio, quando scadrà il mandato di Janet Yellen e Trump potrebbe sostituirla.

Cosa cambierà nella FED

Le dimissioni di Fischer saranno efficaci dal 13 ottobre. Quello che colpisce è che la decisione sia giunta da uno degli uomini voluti da Obama e al tempo stesso poco teneri con il nuovo presidente USA. Fischer, 73 anni, anche di recente ha criticato il tycoon per la sua voglia di allentare le rigide regole varata per la finanza dopo la crisi del 2008. "Grazie alle lezioni della recente crisi finanziaria, abbiamo costruito un sistema finanziario più forte e più resiliente - ha scritto - e meglio in grado di offrire credito così vitale alla prosperità delle famiglie e delle imprese del nostro Paese". Stessi concetti espressi da Janet Yellen al simposio di Jackson Hole di fine agosto.

E proprio tornando alla Yellen, il pensiero va alla scadenza del suo mandato il prossimo 3 febbraio. Trump nel giro di pochi mesi potrebbe spazzare via i vertici della FED e rimpiazzarli con persone più gradite. Ad esempio Gary Cohn, il consigliere economico della Casa Bianca ed ex presidente di Goldman Sachs.

Fischer è considerato uno dei migliori banchieri centrali del mondo. E' nato in Rhodesia Settentrionale ed ha doppia cittadinanza: israeliana e statunitense. Nella sua lunghissima carriera è stato anche tra le più alte cariche di organismi internazionali come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. Dal 2005 al 2013 è stato governatore della Bank of Israel, prima di essere chiamato da Obama alla FED.

martedì 5 settembre 2017

Criptocurrency sotto pressione dopo il bando della Cina alle ICO

Tempi durissimi si prospettano per le criptocurrency. Secondo autorevoli indiscrezioni che giungono dalla Cina, l'istituto centrale cinese infatti si appresta a colpire duramente le raccolte fondi effettuare per finanziare i progetti sulle criptovalute. Le così dette ICO (Initial coin offering) avrebbero infatti violato le norme sulla raccolta fondi. In molti casi addirittura si è accertato che si tratterebbe di frodi belle e buone. Complessivamente, dall'indagine fatta dall'istituto cinese emerge che il 90% dei casi di ICO presenta delle violazioni, che verranno punite rigorosamente.

Le ripercussioni sul mercato delle criptocurrency

Inevitabilmente c'è stata una ripercussione sui mercati. Aprendo una qualsiasi piattaforma forex migliore per trading si vede chiaramente il grafico della coppia BTCUSD scivolare verso il basso. Dalla soglia dei 5000 si è passati in breve tempo sui 4300 dollari.

Ricordiamo che la Cina è uno dei mercati più proficui per coloro che fanno ICO sulle criptocurrency. Secondo la relazione del Comitato Tecnico Nazionale per la Sicurezza Finanziaria Nazionale della Cina, le raccolte effettuate nel territorio cinese hanno fruttato circa 2,6 miliardi di yuan, ovvero più di 300 milioni di euro. La scossa subita quindi è pienamente giustificabile. Nonostante il fatto che le autorità cinesi non abbiano emesso alcuna legge ufficiale, la ripercussione c'è già stata sul mercato. Va anche detto che molti dei progetti stanno cercando di dimostrare che operano legalmente, che effettivamente raccolgono fondi e lo fanno nel pieno rispetto delle leggi vigenti.

Quello che accadrà adesso è molto incerto, e suggerisce di limitarsi a fare operazioni virtuali sulla migliore piattaforma forex demo trading, piuttosto che avventurarsi nel mercato reale. Gli investitori probabilmente proveranno a vendere o convertire i Bitcoin in altre valute, e questo finirà per esercitare una certa pressione sul prezzo. Discorso non diverso vale anche per Ethereum, già scivolato dalla soglia dei 400 dollari fino a 300.

domenica 3 settembre 2017

Tasse, ogni italiano paga in media 8mila euro l'anno allo Stato

Ogni italiano pagherà quest'anno in media 8mila euro di tasse. Ovvero 750 euro al mese. E se questo non vi spaventa abbastanza, sappiate che l'importo sale a quasi 12 mila euro considerando anche i contributi previdenziali. Il calcolo è stato fatto dalla Cgia di Mestre considerando quasi tutto quello che ci tocca pagare allo Stato (apertamente oppure sotto forma di accise, ritenute, sovraimposte e via dicendo). Nell'ultimo ventennio la cifra delle entrate tributarie è salita dell'80%, quasi il doppio dell'inflazione che nello stesso periodo è salita del 43%. Ricordiamo che in Italia la pressione tributaria è del 29,6%, la quarta più elevata dell'Eurozona. E tenuto conto del livello dei servizi che riceviamo in cambio...

L'analisi delle nostre tasse

Nel complesso si tratta di circa un centinaio di tasse pagate direttamente e indirettamente. Di queste soltanto la prima decina sono abbastanza note (Sapere che paghiamo anche le imposte doganali sui sacchetti non biodegradabili?) nonché quelle più pesanti. E fruttano circa 421,1 miliardi allo Stato, ovvero l'85,3 per cento del gettito tributario complessivo.

Le più pesanti sono Irpef e IVA, che rappresentano più della metà (il 54,2 per cento) del gettito totale. Per le aziende invece il peso maggiore ce l'hanno l'Ires e l'Irap.

Lo studio effettuato dalla Cgia mette in evidenza poi delle curiosità. Molti non ci pensano, ma l'IVA è l'imposta che ci accompagna tutti i giorni della nostra vita. Esiste inoltre un'imposta applicata dalle Regioni sulle emissioni sonore degli aeromobili (!). Altre imposte stravaganti sono quella sugli "spiriti" (che in realtà fa riferimento ai distillazione alcolici), quelle sui gas incondensabili e sulle riserve matematiche di assicurazione (tasse su accantonamenti obbligatori delle assicurazioni). C'è poi un'imposta dal nome così lungo da essere impronunciabile: "imposta sostitutiva imprenditori e lavoratori autonomi regime di vantaggio e regime forfetario agevolato".

venerdì 1 settembre 2017

BCE, prove di frenata all'euro. Ma i mercati non abboccano

A pochi giorni dal meeting della BCE, sono giunti dei rumors riguardo un possibile incontro tra banchieri dell'istituto centrale. Roba da far drizzare le antenne agli operatori di mercato. Roba che fa venire il dubbio che magari la cosa sia stata montata ad arte, in modo da vedere le reazioni delle piazze alla notizia. Del resto c'è un precedente importante: quando Draghi parlò a Sintra un mesetto fa, malgrado non disse nulla di esplicito i mercati interpretarono le sue parole nel modo che vollero. Risultato: l'euro schizzò verso l'alto.

Le mosse della BCE


Quel precedente ha fatto capire come si stia vivendo il momento sui mercati, e quanto sia importante calibrare bene le parole. Forse proprio per questo sono emerse le voci di ieri. Per capire fino a che punto i mercati sono sensibili a ciò che accade sul fronte europeo. Non c'è dubbio che molti banchieri abbiano drizzato le antenne ieri per vedere le reazioni anche ai dati sull'inflazione. Il punto è che l'istituto europeo deve fare i conti con una valuta che è troppo forte. Peggio ancora sembra inarrestabile. Ha varcato i confini di 1,20 contro il dollaro, e chi fa analisi tecnica sul Forex avrà notato il comportamento dello stocastico (miglior settaggio stocastico lento 20 5 5) verso l'ipercomprato.


Ieri dopo quei rumors si è visto sì un immediato indebolimento, che però è rientrato riportando il cambio col dollaro in area 1,19 a fine giornata. La coppia EUR/USD durante tutta la settimana ha navigato in acque agitate, per lo più a causa del biglietto verde (si veda il cross con il trading system Ichimoku strategia).

È chiaro che la BCE è tenuta sotto pressione da un euro forte, ma Draghi nei suoi discorsi ha evitato ogni riferimento a quest’aspetto. D’altro canto, è chiaro che il calo del dollaro è visto di buon occhio dalla Federal Reserve. I timori che la BCE possa fare qualcosa per indebolire l'euro sono durati poco, insomma. Nessun terremoto, nessun overshooting. Del resto molti già si aspettano un rallentamento del ritmo al cui avverrà la riduzione del piano di acquisti. E molti si aspettano che questo annuncio non avverrà subito, ma solo al meeting di ottobre.

mercoledì 30 agosto 2017

Concorrenza, da oggi entrano in vigore le nuove norme

Cambiano alcune regole sulla concorrenza in Italia. Da ieri è entrata in vigore la nuova "Legge annuale per il mercato e la concorrenza", che prevede una serie di misure che dovrebbero andare a favore dei consumatori. Tra i provvedimenti più importanti c'è quello sulle assicurazioni auto. Entro un anno il governo dovrà definire l'obbligo di installare la scatola nera, al quale corrisponderanno degli sconti. Stesso discorso vale per i virtuosi del volante, quelli che non fanno mai incidenti da almeno 4 anni e vivono nelle province con i più alti tassi di sinistri. Anche per loro dovranno essere previsti degli sconti.

Le altre novità sulla concorrenza

Dovrebbe inoltre diventare più facile "sbarazzarsi" dei propri operatori telefonici o fornitori di servizi Tv. La disdetta dei contratti sarà possibile con "modalità telematiche" e con le "medesime forme" dell'attivazione e dell'adesione. Insomma non ci sarà per forza l'obbligo di spedire una raccomandata. Inoltre a carico dei gestori telefonici aumenteranno le multe per chi non rispettano le norme a tutela dei consumatori. E ancora: slitta di un anno la fine del mercato tutelato, che resterà in vigore fino al 30 giugno 2019.

Il recapito delle multe non sarà più esclusiva della Poste, ma gli operatori privati potranno ufficialmente fargli concorrenza per offrire lo stesso servizio. Lascia un po' perplessi invece la caduta dell'obbligo per le società di telemarketing di riferire l'identità del soggetto per conto del quale avveniva il contatto, specificandone anche la natura commerciale e di continuare la chiamata soltanto nel caso in cui l'utente - chiaramente dopo aver avuto queste informazioni - avesse concesso l'assenso. Va detto però che probabilmente nessun call center ha mai rispettato questo obbligo.

Trasporti, sanità e notai

Il Governo inoltre ha ricevuto la delega per rivedere la disciplina in materia di autoservizi pubblici non di linea. In sostanza per disciplinare meglio quelle situazioni controverse come quella riguardante Uber.

Riguardo le farmacie, viene introdotta la possibilità per le società di capitali di controllarle, purché non si supero il limite del 20% su base regionale. Le farmacie convenzionate con il Servizio sanitario nazionale potranno inoltre proseguire il loro orario di servizio anche oltre quello stabilito. Sempre in ambito sanitario viene introdotto un requisito per le Società di odontoiatria, che dovranno avere un direttore sanitario iscritto all'albo, e potranno effettuare le prestazioni solo soggetti in possesso dei titoli abilitanti. Infine i notati: dal rapporto 1 su 7000 abitanti si passa a uno ogni 5mila. In pratica si darà accesso al mercato al 25% di notai in più.

lunedì 28 agosto 2017

Finanza, i mercati aspettano i dati macro dopo Jackson Hole

Quali reazioni avranno i mercati della finanza dopo Jackson Hole? Il simposio che ha avuto luogo nel Wyoming settimana scorsa, farà sentire i suoi effetti questa settimana. Di certo i riflettori saranno accesi sul dollaro, che immediatamente dopo l'intervento della Yellen ha avuto una brusca battuta di arresto, con i migliori segnali di trading gratis sicuri che puntano al ribasso del biglietto verde).

Oggi non dovrebbero esserci grossi scossoni, anche perché la Borsa di Londra è chiusa per festività e questo inciderà sulle Piazze europee, riducendo i volumi degli scambi (almeno finché non aprirà Wall Street).

Dati macro della settimana


L'eco di Jackson Hole si sentirà soprattutto al momento di leggere i dati macro in uscita questa settimana. I mercati della finanza aspettano infatti soprattutto di conoscere l'andamento dell'occupazione USA. Il report farà capire maggiormente come potrebbe muoversi la Federal Reserve in merito alla politica monetaria fino a fine anno. Altrettanto importante è pure la lettura rivista della crescita del secondo trimestre USA.

Soltanto in presenza di dati solidi, potrà tornare in voga la possibilità di un ulteriore rialzo del costo del denaro a dicembre. Se così fosse, allora anche il dollaro potrebbe beneficiarne sul mercato valutario. Il biglietto verde ha vissuto un'altra settimana nera contro l'euro, che ha superato quota 1,19 (si noti l'andamento dell'Indicatore frattali trading sul grafico Eur-Usd).

Intanto sul fronte Europeo, gli investitori aspettano di conoscere i dati flash sui prezzi al consumo. L'andamento dell'inflazione è infatti uno dei fattori che sta frenando la BCE sul terreno della normalizzazione dei tassi.
Nel frattempo si aspetta anche di conoscere il report sull’attività manifatturiera nel Regno Unito.Questo dovrebbe dare un quadro migliore sugli effetti che la Brexit sta avendo sull’economia.

sabato 26 agosto 2017

Tariffe a 28 giorni: AGCOM le vieta, telefonia e pay-tv se ne fregano

Da un lato c'è un divieto esplicito, dall'altro un assoluto "chissenefrega". Ecco la situazione delle tariffe a 28 giorni (o meglio a 4 settimane) che hanno sostituito quelle classiche mensili che c'erano un tempo. Lo schema che prevede il pagamento ogni 4 settimane si traduce in pratica in un mese in più da pagare ogni anno, 13 volte anziché 12. E dopo che questo rincaro lo hanno praticato o gestori telefonici, adesso sbarca anche in pay-tv. Dal 1 ottobre settembre infatti Sky cambia e passa a una tariffazione ogni 28 giorni.

Il costo aggiunto delle tariffe a 28 giorni 


Il nocciolo del discorso però è un altro: lo scorso marzo AGCOM ha vietato esplicitamente questo sistema, ma finora i gestori telefonici se ne sono fregati, continuando ad applicare questi rincari generalizzati. Il motivo del divieto di AGCOM - Autorità competente in materia - è che questo cambio contrattuale equivale a un rincaro di circa l’8,6% dei prezzi annuali. Inoltre si rischia una minore trasparenza delle tariffe.

Tuttavia, come detto, gli operatori finora hanno agito come se il divieto non esistesse. E il fenomeno attecchisce in altri settori, come quello della tv a pagamento. Il colosso della pay-tv infatti ha scritto a tutti i suoi 4,760 milioni di abbonati, ricordando loro che hanno solo fino al 30 settembre per rifiutare la modifica contrattuale chiedendo una disdetta gratuita del contratto. E gli uffici dell’Autorità hanno aperto una istruttoria anche su Sky, dopo che lo fecero sugli operatori telefonici.

Ma cosa accadrà? Le tappe cruciali sono in arrivo. A settembre infatti Agcom deciderà su eventuali sanzioni a carico degli operatori telefonici inadempienti (e anche sul caso Sky). Teoricamente la disubbidienza degli operatori potrebbe far scattare sanzioni fino a 2,5 milioni di euro. Poi a febbraio 2018 ci sarà l'udienza presso il Tar del Lazio (a cui gli operatori si sono rivolti per provare a bloccare la delibera di Agcom di marzo) per decidere chi ha ragione su questa faccenda. Ma nel frattempo ci tocca pagare, o nel caso di SKY fare disdetta gratuita...

giovedì 24 agosto 2017

Cambio Usd-Jpy in calo, ma occhio al simposio di Jackson Hole

L'effetto Trump si fa sentire sui mercati valutari, dove si vede una forte tendenza ribassista del dollaro americano contro lo yen giapponese. Una spinta dovuta soprattutto ai nuovi proclami del presidente USA, che è tornato a parlare di costruire un muro con il Messico, spingendosi fino a minacciare lo stesso Governo.

Questo ha spinto nuovamente gli investitori a puntare sugli asset rifugio (oro e yen in primis). Abbiamo visto il cambio USD/JPY viaggiare in ribasso (con formazione di forex gap lap trading), evidenziando un possibile test del supporto a 108,729 mentre la resistenza è in area 109,375. In sostanza è successo che questa coppia non è riuscita a superare la regione situata in area 110,00, che rappresenta anche una soglia importante dal punto di vista psicologico.

Dati macro, banche centrali e cambio Usd-Jpy


Una spinta allo yen giapponese è arrivata anche dai dati sul PMI manifatturiero. I risultati hanno battuto le attese del mercato e hanno così contribuito all’apprezzamento dello yen contro il dollaro. Oggi inoltre è stato evidenziato un miglioramento del "superindice". Il leading indicator relativo al mese di giugno è stato portato a 105,9 punti rispetto ai 106,3 punti della stima preliminare. Nello stesso periodo l'indice coincidente si è attestato a 117,1 punti, quindi in aumento rispetto ai 115,8 punti precedenti. L'indice differito è salito a 117,4 punti. Tutti dati a sostegno dello Yen.

Prima però di tuffarvi nel mercato dopo aver scelto quali sono i migliori broker di opzioni binarie, dovrete prestare attenzione a una cosa. Da oggi comincia il simposio di Jackson Hole, ovvero un summit tra i banchieri centrali che potrebbe far emergere delle novità in merito alle diverse politiche monetarie. Particolare attenzione sarà data alle parole di Janet Yellen. La numero uno della FED con una retorica più da falco potrebbe dare una spinta al dollaro, e quindi alla copppai Usd-Jpy.

martedì 22 agosto 2017

Commercio, svolta nei supermercati Svizzeri: si vendono insetti

Da ieri 21 agosto 2017 c'è un paese nella UE che ha cominciato a commerciare insetti nei supermercati. Si tratta della Svizzera, dove la Coop ha cominciato a commerciare un prodotto che nell'Asia (specie quella Orientale) viene consumato da sempre. La vendita è cominciata in via sperimentale solo in alcuni supermercati (sette), e comunque non sono stati immessi nel circuito insetti veri e propri, bensì polpette e hamburger che tra gli ingredienti li includono. Per la precisione sono a base di larve della farina, ma presto ci si potrebbe allargare a grilli e cavallette, gli altri due insetti sdoganati la scorsa primavera dalla legge alimentare elvetica. Presto inoltre si procederà anche alla vendita diretta di insetti integri, da rielaborare in ricette personali. Cinquanta grammi di larve a 15,90 franchi, 20 grammi di grilli a 17,90. Coming soon.

Le norme UE sugli insetti in commercio

La Svizzera ha potuto deliberare in modo autonomo di dare il via libera a questo commercio perché non si tratta di un Paese membro Ue. Da noi invece teoricamente si dovrebbe aspettare l'entrata in vigore delle direttive comunitarie dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa). Quando accadrà nel 2018, non è detto comunque che automaticamente in Italia saranno sugli scaffali dei supermercati.

Ma cosa dice il regolamento europeo? I "novel food" non possono essere messi sul mercato se non è stato utilizzato in misura significativa per il consumo umano nella Comunità prima del 15 maggio 1997. Questo regolamento però verrà superato da uno che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2018, il 22/83, che lo attualizza e consente appunto anche la vendita di insetti. Tuttavia occorrerà anche un altro passaggio: servirà un parere dell'Efsa, che può dare subito l'ok oppure può interessare tutti i paesi membri chiedendo osservazioni o obiezioni motivate. Solo dopo questi passaggi ci sarà una decisione di autorizzazione oppure di diniego.

domenica 20 agosto 2017

Inflazione USA troppo bassa, si allontana il rialzo dei tassi

L'appuntamento clou della settimana scorsa è stata senza dubbio la pubblicazione dei verbali del FOMC, ovvero l'organo di politica monetaria della Federal Reserve. Il documento ha dimostrato che l'istituto centrale americano vive più di dubbi che di certezze, e che c'è una spaccatura interna tra i membri riguardo le azioni da compiere. Questioni che hanno tenuto i trader con il fiato sospeso come è più di scoprire qual è il miglior sito forex trading. Ma alla fine si può dire che grosse novità non sono emerse.

Il problema dell'inflazione

Dalle parti della Federal Reserve si conferma alta la preoccupazione perché la dinamica dei prezzi non è ritenuta soddisfacente. Anche gli ultimi dati sull'inflazione hanno confermato che questa procede ad un ritmo ancora troppo basso per poter supportare i propri progetti monetari. Ed è proprio qui che sta il problema. La FED ammette che c'è un consenso diffuso e convinto sull'opportunità di avviare il processo di normalizzazione del bilancio entro breve termine. Ma è altrettanto diffuso il convincimento che la debolezza dell’inflazione è un ostacolo forte da tenere presente.

Il Comitato ha rivisto al ribasso le stime sull’indice dell'inflazione per la fine del 2017, per via del fatto che si è andata riducendo la componente core (ovvero i beni a minore volatilità). Questo ha agitato le acque in seno al Fomc, anche in presenza di dati migliori del previsto sul mercato del lavoro. Non bastano solo quelli, e finché non ci saranno dati in grado di confermare, o meno, la temporaneità dell’attuale basso livello dell’inflazione è meglio stare fermi. La lettura dei verbali quindi ha cambiato poco lo scenario del dollaro sul mercato valutario.

Gli effetti su Dollaro


Al momento sembra meglio evitare di negoziarlo, opure si può farlo sfruttando il bonus 25 euro trading offerto da alcuni broker. Ma altrimenti meglio strane alla larga perché la sensazione è che basti una scossa per farlo muovere in modo forte da una parte o dall'altra. Anche perché bisogna pure sottolineare le rinnovate preoccupazioni degli investitori sulla capacità dell'Amministrazione Trump portare avanti la sua agenda di politica economica.

venerdì 18 agosto 2017

Commercio: Amazon lancia "instant pickup". Compri online e ritiri in 2 minuti

Il colosso di e-commerce Amazon compie un ulteriore passo in avanti, accorciando ulteriormente le distanze che ancora esistono tra il tradizionale shopping fisico e quello virtuale. Ha infatti lanciato negli Stati Uniti un nuovo servizio che si chiama "Instant Pickup", tramite il quale è possibile fare degli acquisti online e poi ritirare la merce nei "punti di ritiro" appena due minuti dopo averle comprate su internet.

La nuova frontiera del commercio

Il servizio è ancora in fase di sperimentazione, che è stata avviata presso città con punti di ritiro allestiti in 5 luoghi universitari (i campus): Atlanta; Berkeley (California); College Park (Maryland); Columbus, Ohio; Los Angeles. Soltanto gli utenti del servizio “Prime” potranno acquistare alcune tipologie di merce come bibite, snack e oggetti elettronici. Dopo aver fatto l'ordine tramite la App di Amazon, si può andare a prendere la merce in uno dei punti preposti nel giro di un paio di minuti.

Il lancio di “Instant Pickup” è l'ultima mossa di Amazon per allargare il proprio giro di affari ed espandere la sua presenza nei negozi fisici. Appena qualche settimana fa aveva aperto delle librerie negli Stati Uniti e a giugno ha annunciato l’acquisto della catena Whole Foods Market per 13,7 miliardi di dollari.

Nel frattempo però Amazon incassa un brutto colpo da Trump. Il presidente USA infatti ha pubblicato un tweet accusando il colosso dell'e-commerce di «danneggiare in modo grave i commercianti che pagano le tasse: cittadine, città e stati sono danneggiati, persi molti posti di lavoro». Il gigante delle vendite online che è uno dei bersagli costanti del presidente su Twitter. La dichiarazione del tycoon, giunta durante la prima mattinata, ha creato tensione sui mercati e portando sul titolo Amazon un calo dell'1%, con una perdita di capitalizzazione pari a 5 miliardi di dollari.

mercoledì 16 agosto 2017

Bank of England, l'inflazione delude e la manovra restrittiva si allontana

Il giorno di Ferragosto è giunto il dato riguardante l'inflazione in Gran Bretagna. Secondo le rilevazioni dell'ufficio di statistica britannico, la dinamica dei prezzi al consumo è rimasta invariata. La crescita dei prezzi infatti rimane stabile al 2.6%. Si tratta di un valore appena al di sotto delle stime (2,7%), così come sotto la stima è stato il dato dell'inflazione core (salita 2.4% contro una previsione del 2.5%).

Problemi per la Bank of England


Questi dati non sono certo positivi per la Bank of England, che difficilmente potrà cambiare qualcosa nella propria politica monetaria nel breve periodo. Il Governatore Mark Carney quindi potrebbe evitare nuove misure di stimolo ma anche manovre di tipo restrittivo. Infatti il tono hawkish emerso di recente da parte di alcuni membri della BoE non è più plausibile.

Dal punto di vista valutario, la coppia EUR/GBP dopo aver tentato una mossa in ribasso, ha finito per innescare un rally significativo. I migliori segnali forex in tempo reale sicuri hanno puntato tutti al rialzo. Pertanto, sembra che il mercato proseguirà la propria generale tendenza rialzista.

Anche rispetto al dollaro la sterlina britannica si è mossa in forte ribasso il giorno di Ferragosto, fino a scivolare al di sotto del livello degli 1,2950$. Se romperemo sotto il supporto di 1,2850$, le cose potrebbero farsi drammatiche per il pound. E al momento i migliori segnali opzioni binarie affidabili gratis vanno tutti in questa direzione.

Volendo speculare sulle decisioni della Bank of England per i prossimi mesi, si deve necessariamente intrecciare il discorso con quello sulla Brexit. L'inflazione comunque in aumento e oltre il 2% potrebbe far pensare a un atteggiamento molto più hawkish. Ma è anche vero che l'indebolimento della sterlina ha fatto da volano proprio alla crescita dei prezzi. Se venisse eliminato anche questo, cosa succederebbe?

lunedì 14 agosto 2017

Tasse, ecco quali sono quelle per cui si litiga di più col Fisco

Ci sono tasse e tasse, anche sotto il profilo delle liti. Quelle che scatenano il maggior numero di contenziosi con il Fisco riguardano l'Ires, secondo una elaborazione dei dati fatta da Il Sole 24 Ore. L'Ires infatti lo scorso anno ha prodotto ben 15.068 nuovi ricorsi davanti alle commissioni tributarie provinciali e regionali. In pratica circa 117 liti ogni 10mila contribuenti. Le tasse per le quali si litiga di meno col Fisco invece sono Ici, Imu e Tasi, per le quali ci sono 8 ricorsi ogni 10mila possessori di immobili. Contrariamente a quel che si può immaginare l'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) ha pure una bassa litigiosità, appena 13,7.

I dati sui contenziosi per le tasse

Da cosa dipende la litigiosità più o meno grande di un tributo? Anzitutto dalla sua complessità. Se la struttura o le modalità di riscossione sono articolate, maggiore è la probabilità che si generino liti. Chiaramente incide anche l'importo, perché su divergenze con il Fisco per poche decine di euro spesso si decide di non intraprendere la noiosa procedura del contenzioso.

Per questo motivo Ici, Imu e Tasi hanno una litigiosità bassa, dal momento che vengono calcolate sui valori catastali, che offrono meno margini di discussione. Stesso discorso per l'Irpef, visto che alcuni meccanismi di calcolo (come le ritenute), operano in modo meccanico.

Per questi motivi invece l'Ires - che grava sulle società - vanta il primato di litigiosità col Fisco. Le imposte sono complesse perché d'altronde è così anche la disciplina sul reddito d’impresa, aggravata anche dalle continue modifiche normative. Non è un caso che dietro all’Ires, in questa speciale classifica, ci siano altri due tributi che interessano principalmente imprese e autonomi, ovvero Iva e Irap. Va sottolineato anche un altro aspetto: la durata media delle cause con il Fisco si estende su più anni. Specialmente nel caso delle imprese, questo si traduce in un grosso impatto “sistematico” che il contenzioso genera sulla categoria.

sabato 12 agosto 2017

Sterlina sotto stress, sarà una settimana delicata con i dati macro

La sterlina perde quota sui mercati valutari, dopo che il presidente USA Trump ha acceso ancora di più la miccia alle tensioni con la Corea del Nord, aumentando così l'avversione al rischio da parte degli investitori. Ciò ovviamente ha avuto ripercussioni su quelle valute attorno alle quali si respira un maggiore sentimento in incertezza, come appunto la valuta britannica.

I fronti caldi per la sterlina

Durante la sessione asiatica, il valore della sterlina era aumentato contro i suoi principali rivali. In seguito invece, durante la sessione europea è scesa nuovamente. Contro l'euro e il dollaro Usa, la sterlina è scesa a 0,9069 e 1,2968, e potrebbe testare il supporto vicino a 0.91 contro l'euro e 1.27 contro il greenback (occhio all'Indicatore OBV on balance volume).

Per quel che riguarda il rapporto con l'euro, non si può trascurare una semplice analisi fondamentale forex: la coppia è fortemente influenzata dall’andamento dei negoziati tra il Regno Unito e l’Unione Europea. In questa fase senza dubbio questo aspetto sta favorendo l’euro e mettendo sotto pressione il pound. Questo significa che nel breve periodo potremmo rompere al di sopra della regione delle 0,92 per poi puntare verso il livello delle 0,95.

La settimana che sta per cominciare sarà inoltre interessante per la sterlina. Si attendono infatti numerosi dati importanti dal Regno Unito, e qualsiasi altro segno di debolezza economica potrebbe ulteriormente indebolire la sterlina. Se l'inflazione sarà inferiore a quella prevista dagli analisti, o le cifre del mercato del lavoro saranno deludenti, il Pound potrebbe subire conseguenze.

giovedì 10 agosto 2017

Lavoro, tribunale svizzero espelle straniera perché non cercava impiego

Trovati un lavoro oppure vattene via. Ecco la sintesi della sentenza che un tribunale di Zurigo ha emesso nei confronti di una cittadina straniera, una tedesca per la precisione. La donna viveva da tempo in Svizzera e non aveva mai cercato una occupazione per sopravvivere, mentre invece aveva goduto dell'assistenza dello Stato elvetico. Da cui ha percepito, nel periodo che va dal 2012 al 2017, ben 244 mila franchi di assegni di sostentamento. Parliamo quindi di 212 mila euro secondo i cambio attuale.

Svizzera assistenziale ma rigida sul lavoro

Da qui la decisione del Tribunale Amministrativo del Canton Zurigo, che le ha imposto di trovarsi un impiego oppure andarsene via. La donna era giunta in Svizzera 5 anni fa con i suoi 2 figli. Aveva cominciato a lavorare in una casa di riposo, ma dopo appena un anno si era ritrovata senza lavoro. Lo Stato le ha concesso un assegno per il mantenimento, e nel frattempo il suo nucleo familiare si è pure allargato perché ha fatto un figlio con un cittadino svizzero. Proprio a questo ultimo nato il tribunale svizzero ha fatto anche un accenno: "ha la doppia cittadinanza, svizzera e tedesca, quindi può anche andare a vivere nella sua altra patria. Oppure se vuole potrà rimanere col padre svizzero".

Non è neppure il primo caso analogo. Lo scorso anno ce ne furono 70, e un algerino venne mandato via e dovette lasciare moglie e figlio (svizzeri) perché non aveva trovato lavoro ed aveva percepito 400mila euro di aiuti sociali nel corso degli anni.

Nessuno sconto alla donna quindi. A svantaggio della quale c'è pure un numero eclatante: in Svizzera il tassodi disoccupazione è del 3%. In pratica se cerchi lavoro, lo trovi senza dubbio. I tempi per dare esecuzione alla sentenza sono molto stretti: la donna dovrà andarsene entro il 15 ottobre se non si sarà trovata un impiego stabile.

martedì 8 agosto 2017

Valute connesse alle commodities in calo per colpa di Cina e petrolio

Le valute connesse alle commodities, come quelle di Australia, Nuova Zelanda e Canada, si stanno indebolendo sui mercati finanziari, a partire dalla sessione asiatica. Un effetto importante le hanno avute le notizie che giungevano dalla Cina, dove c'è stato il rilascio dei dati commerciali, con cifre di esportazione e di importazione che non corrispondono alle aspettative degli analisti. Il report dell'amministrazione generale delle Dogane ha evidenziato che l'esportazione cinese è aumentata a luglio mentre c'è stato un rallentamento della crescita delle esportazioni. L'avanzo commerciale cinese è quindi salito a 46,7 miliardi di dollari, oltre la quota prevista dagli analisti che era di 45 miliardi di dollari.

L'altro fattore importante per le valute connesse alle commodities è il petrolio. La quotazione del greggio scende sui mercati, toccando 49,30 dollari al barile. I futures del petrolio greggio sono scesi a seguito della notizia di una maggiore produzione nel più grande giacimento petrolifero della Libia, e soprattutto per l'attesa circa l'estio del summit in corso ad Abi Dhabi.

L'andamento delle valute connesse alle commodities


Sotto il profilo valutario, durante la sessione asiatica il dollaro australiano è sceso a 1,4922 contro l'euro, 0,7913 contro il dollaro Usa e 87,52 contro lo yen. E' interessante osservare quest'ultimo grafico con l'indicatore alligator coccodrillo trading. Se l'aussie allungherà il suo downtrend, probabilmente troverà un sostegno di circa 1,50 contro l'euro, 0,77 contro il dollaro e 86,00 contro lo yen.

Scende anche il dollaro NZ, che tocca un livello di 9 settimane a 1,6065 contro l'euro e quasi un mese e mezzo a 81,31 contro lo yen. Se il kiwi estenderà il suo trend di downtrend, probabilmente troverà sostegno intorno all'1,63 contro l'euro e 80,00 contro lo yen. Contro il dollaro Usa invece il suo calo è stato fino a livello 0,7351.  Interessante è osservare su questo cross l'oscillatore indicatore stocastico forex.


Cala anche il dollaro canadese, che arriva a 1.2672 contro il dollaro USA e 87.27 contro lo yen. Se il loonie estende il suo downtrend, probabilmente troverà sostegno intorno al 1,30 contro il dollaro e 86,00 contro lo yen. Infine contro l'euro, il dollaro canadese è sceso a 1.4966 dal valore di chiusura di ieri

sabato 5 agosto 2017

Sanzioni pesanti alla Corea del Nord: stop a un terzo dell'export

Sono scattate delle pesantissime sanzioni a carico della Corea del Nord, che si ritrova adesso sempre più isolata. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha infatti approvato (e lo ha fatto in modo unanime) una risoluzione proposta dagli USA che rende ancora più rigide le sanzioni contro Pyongyang, a danno del quale viene tagliato in modo forte l'export. Il controvalore infatti raggiunge circa il miliardo di dollari, ovvero un terzo delle sue esportazioni complessive del paese nordcoreano.

La risoluzione colpisce i settori di carbone, ferro, piombo e prodotti ittici, vietandone le esportazioni. La cosa più rilevante è l'appoggio pieno della Cina all'Onu. Pechino infatti ha deciso di sposare la linea dura di Washington e schierarsi a favore delle rigide sanzioni.

Crisi, tensioni e sanzioni

Va detto però che in seno all'Onu nessuno è così ottimista da pensare che basteranno queste sanzioni a calmare Pyongyang. Anzi è convinzione diffusa che la crisi sia lontana da una soluzione, e che la minaccia nucleare rappresentata dalla Corea del Nord sia sempre forte.

La cosa grave è che il consigliere per la sicurezza nazionale americano H.R. McMaster, in una intervista alla Mnsbc ha fatto esplicito riferimento ad una possibile guerra preventiva, qualora la Corea del Nord non dovesse calmarsi e continuasse a fare mostra delle armi nucleari in loro possesso.

Quanto sia alta la tensione lo dimostra il fatto che la Corea del Nord ha risposto alle sanzioni economiche internazionali, facendosene quasi beffe. L'organo del partito di governo guidato da Kim Jong Un - il Rodong Sinmun - ha scritto che le misure Onu sono vane perché l’economia della Rpdc «si sviluppa a un ritmo notevolmente veloce nonostante le sanzioni e il blocco imposto dagli Usa».

venerdì 4 agosto 2017

Mercati valutari, l'euro sta per chiudere un'altra settimana d'oro

E' stata una giornata positiva per l'euro, quella appena vissuta sui mercati valutari (il forex). La coppia Eur-Usd è rimasta con decisione oltre la quota di 1,18 dollari, che porta il bilancio della settimana al +2%. L'euro quindi continua a mostrare una performance molto solida. Quest'ultima viene anche sostenuta dall'andamento dell'indicatore onde di elliott wave.

A trascinare ulteriormente la moneta unica ci hanno pensato alcuni dati macro recenti: PIL in accelerazione e manifattura ancora in espansione. L'unico problema resta l'inflazione ancora sotto il target. Proprio per questo l'ipotesi di una manovra restrittiva continua a essere poco concreta nel brevissimo periodo. Tuttavia secondo le analitiche valutazioni di broker Forex affidabili, l'euro potrebbe continuare a crescere ancora.

Dollaro e sterlina sui mercati valutari

Il dollaro invece continua a viaggiare con pochi acuti sui mercati valutari. Pesano i dati sulla crescita americana peggiore delle attese e le difficoltà politiche di Trump, oltre che un inasprimento delle tensioni geopolitiche con la Corea del Nord. Gli investitori aspettano di conoscere il dato sui Non Famr Payrolls, che saranno interpretati in chiave Fed, ovvero per capire se ci sarà oppure no il terzo rialzo dei tassi. Intanto il biglietto verde scende nei confronti dello yen. Il cross Usd-Jpy scambia a 110,49, e nel corso della settimana è sceso di oltre l'1%.


Sta messa peggio però la sterlina, che dopo aver tratto beneficio dai dati sul comparto manifatturiero, è poi scesa dopo la decisione di non toccare i tassi e soprattutto dopo le parole del governatore BOE, secondo il quale l'incertezza legata alla Brexit sta già pesando sull'economia del Regno Unito. Il cambio tra euro e sterlina è schizzato oltre l'importante livello psicologico di 0,90.