domenica 25 giugno 2017

Cripotvalute, il flash crash di Ethereum pone tante riflessioni...

Abbiamo più volte sottolineato come le criptovalute non siano investimenti adatti per chi non ha nervi saldi e un cuore forte. La dimostrazione lampante è arrivata nei giorni scorsi. Per la precisione è successo mercoledì notte. Nel giro di pochi istanti il prezzo di un’unità di Ethereum - la criptovaluta più in voga dopo Bitcoin - è prima crollato da 317 dollari ad appena 10 centesimi, e poco dopo è schizzato verso l'alto riportandosi in linea ai livelli pre-crollo sui 340 dollari. Provate ad applicare il Market facilitation index (MFI) al grafico e vedrete cosa succede...

Il flash crash e le criptovalute

Cosa c'è dietro all'improvviso crollo di Ethereum? Cosa ha provocato questo tonfo istantaneo? La motivazione è di tipo tecnico. La piattaforma di trading GDAX ha ricevuto un ordine multi-milionario di vendita - qualcuno parla addirittura di 30 milioni di dollari - e questo ha fatto precipitare il valore di Ethereum, dal momento che di solito i volumi negoziati sono relativamente bassi di notte.

Tutto questo ha causato un crollo della quotazione fino a 224,48 dollari. A sua volta questo calo improvviso ha fatto scattare 800 “stop loss” degli investitori, per cui sono partite altre vendite. L'effetto domino ha spinto il valore di Ethereum al minimo di 10 centesimi, anche se il tutto è durato solo pochissimi secondi. Se qualcuno avesse comprato in quel preciso istante, dopo poco avrebbe avuto un guadagno del 326000%. Roba che i migliori segnali opzioni binarie gratis affidabili se li sognano.

Al di là del problema tecnico, quello che fa riflettere è la conferma di una elevata instabilità del mondo delle criptovalute. Queste ultime non possono più essere viste come un asset finanziario di Serie B, visto che parliamo di beni con capitalizzazione a 100 miliardi di dollari. Ma proprio per questo, se da una parte bisogna guardarle con assoluto rispetto, dall'altra bisogna anche porsi delle domande su come funzionano e quanti rischi portano con loro. Bisogna infatti sottolineare che proprio i guadagni delle criptovalute (Bitcoin è schizzata del 200% quest’anno, Etherum è passata da 8,40 a 340 dollari), stanno spingendo a negoziarle anche investitori meno avvezzi al rischio, il che è ancora più pericoloso.

venerdì 23 giugno 2017

Agricoltura italiana in ginocchio, la siccità provoca danni milionari

Il caldo record di questi giorni sta mettendo in ginocchio l'agricoltura italiana. Mancano all'appello circa 20 miliardi di metri cubi d'acqua sull'intero territorio nazionale, e il Consiglio dei ministri ha dovuto dichiarare lo stato di emergenza in due province (Parma e Piacenza). E' l'Emilia Romagna la regione più colpita dall'assenza di piogge. E parliamo del luogo dove si concentra il 35% della produzione agroalimentare italiana. Ma danni ingenti vengono patiti anche da Sardegna, Toscana e Veneto, che peraltro hanno già fatto pervenire la loro richiesta al governo di stato di emergenza.

I danni del caldo all'agricoltura

I danni derivanti da questa ondata di caldo africano sono enormi. La Coldiretti li ha valutati in oltre un miliardo di euro, indicando anche quali sono le coltivazioni più colpite.

Nella zona dell'Emilia sono in sofferenza tutte le colture: pomodori, cereali e ortaggi. In Lombardia il caldo ha duramente colpito la produzione di latte, che è scesa del 20%. La Toscana accusa un calo di foraggi e potrebbe essere duramente colpita la produzione di miele. In Umbria stanno seccando girasoli e mais, infine nel Lazio è a rischio addirittura il 40% dei raccolti. In Campania rischia grosso anche la produzione di mozzarella di bufala dal momento che la mancanza di acqua ha messo in ginocchio gli allevamenti e i caseifici. In Basilicata c'è un problema per la raccolta di albicocche, perché non c'è più gradualità di maturazione, con la conseguenza che tutta la produzione arriva assieme ai mercati, generando un crollo delle quotazioni.

Chi opera nel settore dell'agricoltura si sta dando da fare per arginare il problema attraverso la razionalizzazione dell'uso dell'acqua, oppure con lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto.
La situazione ripropone un problema che l'agricoltura da diverso tempo conosce, ma non ha ancora fronteggiato. Di fronte alla tropicalizzazione del clima infatti, si rendono sempre più necessari interventi strutturali per raccogliere l'acqua nei periodi più piovosi in modo da averla disponibile in periodi di siccità. Del resto da tempo siamo entrati in un quadro climatico che potrebbe alterare sempre di più l'attività agricola.

mercoledì 21 giugno 2017

Economisti a Bloomberg: l'euro diventerà la nuova moneta di riferimento mondiale

L'euro potrebbe diventare la nuova valuta di riferimento mondiale. La sorpresa arriva da Bloomberg, che ha sentito alcuni economisti riguardo il futuro dei mercati valutari, ottenendo questa risposta in molti casi. Nel giro di pochi anni quindi, l'euro potrebbe scalzare il dollaro nel ruolo di asset valutario di riferimento.

Secondo questa view molti investitori hanno cominciato a considerare che la crescita economica negli USA potrebbe non essere poi così solida come ci si aspetta. Il biglietto verde quindi potrebbe già aver vissuto i suoi anni migliori, e la valuta unica potrebbe rappresentare una valida alternativa in futuro. Vedendo le previsioni eur usd 2017 fatte a dicembre scorso, si scopre che molti economisti già ipotizzavano nel breve periodo una possibile ascesa della valuta comunitaria fin verso la parità col biglietto verde.

Azzardo o lungimiranza degli economisti 

I fatti dicono che al momento l'eurozona viaggia con tassi di deposito negativi e con una Banca Centrale Europea che fa massiccio utilizzo di quantitative easing per sostenere i prezzi degli asset e l'economia. Inoltre l'inflazione non è proprio brillante. La view degli economisti prima citati sembra quindi essere azzardata. Eppure, se in una situazione simile l'euro comunque è rimasto solido, cosa succederà quando il miglioramento della ripresa economica procederà a ritmo sostenuto e quando la BCE avvierà la riduzione del programma di stimolo monetario?

Certo, è presto per attivarsi con i migliori broker forex recensioni e cominciare a puntare forte sull'euro, ma l'idea che la moneta della UE possa acquisire maggiore forza contro il biglietto verde in futuro poggia su basi solide.

Intanto oggi comincia con il segno leggermente positivo la giornata sui mercati valutari per il cross EuroUsd, con continua a muoversi attorno (leggermente sotto) a quota 1,12. Ieri questa coppia dopo essersi mossa lateralmente ha avuto uno sprint ribassista verso la regione sottostante degli 1,11. Negli ultimi giorni il dollaro ha ripreso vigore, dopo che l'euro era arrivato sul livello 1,13. Tuttavia nel medio lungo periodo il mercato dovrebbe ancora consolidarsi nella fascia compresa tra gli 1,05$ e gli 1,15$.

lunedì 19 giugno 2017

Aziende: Flixbus riscuote sempre più successo, ma da ottobre sarà fuorilegge in Italia

FlixBus come Uber. Le aziende che promuovono la mobilità innovativa in Italia sono destinate a ricevere i bastoni tra le ruote (è proprio il caso di dirlo) perché vanno a sconvolgere equilibri che durano da decenni. La Flixbus, che consente di viaggiare low cost su strada per tutto il Belpaese, dopo l'estate diventerà infatti fuorilegge per lo Stato Italiano.

L'azienda tedesca fondata nel 2011 attualmente offre collegamenti a basso costo in 22 Paesi europei, e propone oltre 200 mila collegamenti al giorno. Qui in Italia opera da soli due anni, senza avere neppure un pullman di proprietà, ma sfruttando le collaborazioni con diverse compagnie locali di trasporto che mettono mezzi, autisti e benzina. Flixbus invece si occupa delle autorizzazioni per le lunghe tratte e soprattutto del marketing. Proprio questo "potere" gli consente di abbattere i prezzi. Il guaio è che la concorrenza ha agitato coloro che già lavorano da tempo nel settore, che rischiano di perdere il posto o i profitti.

La battaglia su Flixbus e la concorrenza tra aziende

Ecco allora che il Governo italiano ha deciso di calare la scure sull'azienda tedesca. Nella manovrina infatti è previsto che le società che non posseggono mezzi di loro proprietà non possono più operare nel settore. Sostanzialmente sembra proprio una norma ad hoc per ostacolare Flixbus, che chiaramente preannuncia battaglia legale. L'azienda tedesca ha già presentato e vinto una serie di ricorsi davanti al Tar (ben 4) contro chi la voleva ostacolare. Ma ha sempre vinto proprio perché non è ancora entrata in vigore la manovrina.

A ottobre però lo scenario cambierà. Ci sono moltissime voci discordanti sul la bontà di questo provvedimento, ma visto che ormai è passato non si può più tornare indietro. A meno che non venga approvata una nuova legge sull'argomento in tempi strettissimi. Quasi impossibile.

Va detto che la norma "anti-Flixbus" non è una novità. I primi a proporre lo stop all'azienda tedesca furono un gruppo di senatori pugliesi del centrodestra, ma il loro emendamento dopo molte proteste sui giornali venne cancellato. A maggio però l’emendamento è rispuntato identico, ma sotto matrice Pd, e poi reinserito nella “manovrina” qulla quale è stata posta la questione di fiducia, spingendola di fatto in Senato senza modifiche. Flixbus non potrà più ottenere le licenze per offrire il servizio. un altro schiaffo alla concorrenza.

sabato 17 giugno 2017

Euro, mai così tanti contratti a fini speculativi dal 2011

Un passo indietro e uno avanti. Ecco come l'euro ha reagito alle mosse della Federal Reserve, che ha deciso di alzare il tasso di interesse di 25 punti base. Giovedì c'è stato un brusco passo indietro dell'euro mentre venerdì la valuta unica ha rimesso il muso avanti verso quota 1,12.

Quello che balza all'occhio però, è la misura dei contratti stipulati a scopo speculativo sull'euro. C'è uno sbilanciamento sulla valuta unica che non si vedeva dal 2011. Appena pochi mesi fa la stessa situazione si vedeva riguardo al dollaro. Una conseguenza è che quando il mercato punta tutto nella stessa direzione, spesso e volentieri possono verificarsi bruschi movimenti in senso contrario. Così è successo ad esempio giovedì al cross euro-dollaro (se non siete troppo pratici del Forex, meglio se vi limiterete a utilizzare piattaforme trading demo.

Ma cosa ha spinto tanti trader ad assumere posizioni lunghe sull’euro/dollaro? Probabilmente il risveglio economico dell’Eurozona, a maggior ragione se dall'altra parte (negli USA) sono sempre maggiori i dubbi riguardo l’efficacia dell'amministrazione Donald Trump. Un peso però lo ha sicuramente avuto il calo delle tensioni politiche nel Vecchio Continente, dopo che alle elezioni francesi ha vinto l'europeista Macron. La stabilità dell'EuroZona si unisce quindi alle incertezze degli USA, e questo finisce inevitabilmente per rafforzare l’euro

Le prospettive dell'euro


Tuttavia secondo Mps Capital Services il cross euro-dollaro è destinato a indebolirsi nelle prossime settimane, fino a scendere verso quota 1,08/1,10. Questi movimenti saranno legati per lo più ai flussi finanziari, mentre le variabili macroeconomiche incideranno verso il mese di luglio spingendo nuovamente su l'euro.

Dal punto di vista tecnico, se questa coppia dovesse rompere al rialzo oltre il livello degli 1,1225, allora potrebbe riprendere la spinta al rialzo con maggiore vigore anche subito. Tuttavia la probabilità maggiore è che il mercato continuerà ad essere molto volatile nel breve periodo (occhio quindi se pensate di guadagnare con opzioni binarie 60 secondi strategie). Sarà necessaria molta cautela, e il capitale che impiegherete nelle singole operazioni è meglio se sarà molto contenuto, perché c'è il forte sospetto che settimana prossima potrebbero esserci dei movimenti bruschi.

giovedì 15 giugno 2017

Lavoro, Nike annuncia un restyling che taglierà 1400 dipendenti


Il colosso Nike si prepara a dare un colpo di scure deciso sui posti di lavoro. La cosa paradossale è che il motivo con cui il colosso dell'abbigliamento sportivo si prepara a questo cospicuo taglio è... per seguire meglio i clienti. Il che suona paradossale, per non dire che a prima vista una scusa del genere sembra una presa in giro, tenuto conto anche del fatto che i conti dell'azienda sono ottimi.

Il leader globale delle calzature sportive comunque andrà avanti per la sua strada, incurante delle polemiche. Ci sarà quindi un forte ridimensionamento mondiale della forza lavoro, che è stato stimato nel 2% complessivo dei dipendenti. Tradotto in unità lavorative, saranno circa 1400 quelli che saranno buttati fuori, su 70mila totale.

La scelta di Nike sul lavoro

La motivazione - come detto - è voler essere più vicina ai clienti di alcune città chiave per l'azienda, che è impegnata in una dura competizione con Adidas. Questo come conseguenza del lancio di una iniziativa pensata per focalizzarsi sui consumatori e snellire l'organizzazione. Il colosso americano spiega: "vogliamo spingere la crescita per servire più da vicino i consumatori in 12 città in 10 paesi chiave". Queste sono Milano, New York, Londra, Shanghai, Pechino, Los Angeles, Tokyo, Parigi, Berlino, Città del Messico, Barcellona e Seul.

I conti dell'azienda sembrano rendere ingiustificabile una scelta simile a danno della forza lavoro. L'azienda guidata da Mark Parker infatti ha chiuso il terzo trimestre (il 28 febbraio 2017) con ricavi in crescita del 5% a 8,4 miliardi di dollari. Anche l'utile per azione è salito del 24% a 0,68 dollari. Tuttavia, sembra che gli investitori non siano rimasti troppo contenti di questo percorso. Ecco quindi il vero motivo della scure: compiacere i mercati finanziari.

martedì 13 giugno 2017

Mercato, la sterlina finisce sotto stress dopo le elezioni

Il peso della sconfitta elettorale della May, si sente sulla Gran Bretagna ma anche sui mercati finanziari. E chiaramente pesa anche sulla sterlina, finita sotto stress dopo che il premier britannico ha dovuto incassare una amara delusione alle urne giovedì scorso. I Tories hanno confermato la loro prevalenza in Parlamento, ma i laburisti hanno assottigliato le distanze. Cosa peggiore però, il partito della May non è riuscito a raggiungere quella maggioranza assoluta che gli avrebbe consentito di guidare saldamente il percorso lungo la Brexit.

Ricordiamo che i negoziati dovrebbero cominciare il 19 giugno. Ed è proprio questo che preoccupa i mercati finanziari. Senza una maggioranza forte, le trattative per la Brexit potrebbero prendere una piega complicata e richiedere più tempo del termine di 2 anni previsto. Peraltro la cosa potrebbe complicarsi ulteriormente nel caso in cui la May - sotto assedio - decidesse di rassegnare le dimissioni. Allo stato attuale ciò non è ipotizzabile, ma lo scenario non va escluso dal momento che queste richieste gli arrivano tanto dai laburisti quanto dagli stessi Conservatori.

La reazioni del mercato

Intanto sul mercato valutario la sterlina accelera al ribasso. Dopo aver toccato il minimo di 7 mesi contro l'euro a quota 1,1280, anche contro il dollaro è andata deprezzandosi (1,2671) finendo nell'orbita dei valori più bassi registrati nell'ultimo bimestre (se vi interessa il trading, qui trovate il confronto broker Forex recensioni).

Dal punto di vista generale, la valuta britannica si è mostrata molto debole nell'ultimo periodo contro l'euro. Questo dipende più dalla sua instabilità che non dalla forza dell'euro, che invece è apparso relativamente stabile. Nel predisporre una strategia vincente opzioni binarie, tenete quindi conto di questa impulsività della coppia.

E dal punto di vista finanziario potrebbe esserci una nuova mazzata in arrivo, visto che le agenzie di rating minacciano il downgrade sul debito britannico. Secondo Moody’s la situazione è talmente complicata che potrebbe essere posticipato l'inizio delle trattative sulla Brexit. Al momento, il rating sul debito britannico da parte di Moody’s è di “Aa1”, un gradino al di sotto della tripla AAA.

giovedì 8 giugno 2017

Investimenti: 50 milioni per l'occupazione del Mezzogiorno

Sta per arrivare una pioggia di soldi per rilanciare l'occupazione nel Mezzogiorno: circa 50 milioni di euro di investimenti, distribuiti a seguito di programmi di riqualificazione e ricollocazione sul mercato. Destinatari: i lavoratori coinvolti in situazioni di crisi aziendale o settoriale. Emittente: il Ministero del Lavoro.

Il piano degli investimenti

I 50 milioni arrivano dal fondo per l’occupazione, e potranno essere utilizzati immediatamente, quindi già nel corso del 2017. L'assegnazione di questi fondi sarà curata da Anpal, ovvero l'Agenzia nazionale per le politiche attive. Lo scopo di questi programmi di investimenti è favorire il reinserimento delle persone espulse dai processi produttivi in tutto il Meridione, ma anche in regioni dell'Italia centrale e insulare come Abruzzo, Molise e Sardegna.

Riguardo alle modalità di gestione delle crisi aziendali, si fa strada l'ipotesi di una nuova modalità che coinvolge proprio Anpal. Quest'ultima dovrà raccordarsi con la regione interessata e con i fondi interprofessionali per la formazione continua. Il fine è anticipare nella misura maggiore possibile la presa in carico del personale in esubero in vista di una nuova occupazione. Un po' come successo con la vertenza Almaviva.

La Banca dei terreni incolti e abbandonati

Nel quadro dei provvedimenti per il Meridione c'è anche la creazione di una Banca delle terre abbandonate o incolte. Queste ultime dovrebbero essere date in concessione a giovani e persone fino a 40 anni, sulla base di un progetto di valorizzazione. Si considerano tali quei terreni che non siano stati destinati ad uso produttivo da almeno 10 anni, anche occupati in parte da fabbricati o da altri manufatti che non siano stati oggetto di manutenzione nel corso dello stesso periodo temporale e che risultino in evidente stato di abbandono.

martedì 6 giugno 2017

Bitcoin in volo, ormai i trader non possono più ignorare le criptovalute

Tra tutti gli asset negoziabili sui mercati finanziari, il Bitcoin è quello a maggiore tasso di rischio che c'è. Ma al tempo stesso chi ha saputo guardare lontano investendo su questa criptovaluta, ha avuto di che gioire. Dai 6 centesimi del 2010, il prezzo del Bitcoin ha raggiunto l’attuale quotazione di circa 2500 dollari. E la marcia della sua quotazione non sembra peraltro frenare, visti i continui aggiornamenti dei massimi delle ultime settimane (suggeriamo di osservare l'andamento dell'indicatore RSI trading forex).

Una cosa è sicura: la moneta virtuale sta sempre più entrando nei portafogli dei trader ed è in questo periodo oggetto di forte speculazione, specie da parte di coloro che cercano mercati in rapido movimento e occasioni per guadagnare velocemente. E dopo la recente volatilità che ha interessato questo mercato, i prossimi giorni non si preannunciano mento interessanti per il Bitcoin, così come per i suoi "fratelli minori" Ethereum, Ripple, ecc.

Occhio però, perché le occasioni di profitto vanno spesso di pari passo col rischio elevato. In questo il Bitcoin è il top del top. Attenti quindi a non negoziare son superficialità questa criptovaluta, a maggior ragione se lo fate con opzioni binarie a breve scadenza (qui trovi un elenco broker opzioni binarie Consob).  

Le ipotesi sul futuro di Bitcoin

E' chiaro però che le opinioni su questa criptovaluta sono molto discordanti. Secondo alcuni si tratta di una enorme truffa alla Ponzi, o almeno una bolla speculativa. Secondo altri invece il Bitcoin rappresenta il futuro. Secondo altri, a prescindere dalla sua natura di bolla o valuta del futuro, il Bitcoin è destinato a raggiungere vette ancora più alte (c'è chi ipotizza che il prezzo raggiungerà quota 100.000 dollari entro i prossimi 10 anni).

La vera concorrenza per il Bitcoin, potrebbe paradossalmente giungere da un'altra criptovaluta: Ethereum. La sua quotazione ha recentemente segnato i massimi di sempre a quota 236,97 dollari, quando piazzò un aumento di oltre il 35% in sole 24 ore. Inoltre è cresciuto del 1400% negli ultimi tre mesi, grazie alla crescente visibilità dell’Ethereum e alla diffusione dell’interesse nelle criptovalute a livello mondiale. Quel che è certo è che, a prescindere da come vogliate considerare le criptovalute, sono un fenomeno che i mercati e i trader non possono più ignorare.

domenica 4 giugno 2017

Alitalia, domani scade l'ora X per presentare manifestazioni di interesse

Manca poco prima di conoscere il destino di Alitalia. Domani infatti alle 18 scade il termine fissato per la presentazione delle manifestazioni di interesse da parte delle aziende interessate ad acquisire la compagnia italiana. Queste dovranno far pervenire in busta - presso lo studio del notaio incaricato - la propria proposta, che all'ora X verrà resa nota.

Si tratta comunque solo del primo passo del percorso di cessione della compagnia, e inoltre non si hanno notizie ufficiali riguardo ai soggetti interessati. Solo rumors. Proprio riguardo a questi ultimi, va detto che si vocifera del possibile interesse di Delta Airlines. ma anche dei fondi di private equity come Indigo Capital e Cerberus. Scema invece l'ipotesi più accreditata in un primo momento, ovvero Lufthansa, che ha escluso un intervento. Stesso discorso per Ryanair.

L'iter per salvare Alitalia

Dopo che saranno state aperte le buste, toccherà ai commissari straordinari Gubitosi, Laghi e Paleari vagliare le diverse manifestazioni di interesse e verificare che i soggetti che le hanno proposte abbiano i requisiti di idoneità necessari. Se così dovesse essere, allora i commissari invieranno loro una lettera di procedura che fissa i termini, le modalità e i contenuti delle proposte da presentare di carattere non vincolante. Questa fase dovrebbe completarsi entro la fine di luglio, mentre la presentazione di offerte vincolanti dovrebbe esserci entro l'autunno.

Intanto questa settimana sarà delicata anche sotto una altro punto di vista. Si deve mettere mano infatti al rinnovo del contratto dei dipendenti di Alitalia, che è scaduto il 31 maggio. La compagnia ha convocato i sindacati per l'8 giugno. Quella del rinnovo contrattuale è una vicenda che si trascina da mesi, ed ha generato aspre tensioni soprattutto con il precedente management. Tesnioni che di fatto hanno portato all'applicazione del vecchio contratto nelle more della trattativa per il rinnovo del ccnl, che avrebbe dovuto concludersi - ma così non è stato - entro il 31 maggio.

venerdì 2 giugno 2017

Mercato petrolifero in calo dopo la decisione USA sul clima

Le ultime 24 ore sono state uno choc per gli investitori sul mercato petrolifero. Prima i dati EIA, poi la notizia che gli USA hanno deciso di abbandonare l’accordo di Parigi sul clima. Andiamo per ordine. Nella giornata di giovedì sono stati resi noti i dati sulle scorte, che hanno evidenziato un forte declino nella scorsa settimana (diminuite di 6,4 milioni di barili).

Tuttavia le motivazioni di questo crollo (ben oltre il livello atteso dagli analisti, che erano 2,5 milioni di barili) è stato innescato dai livelli storici raggiunti dalla raffinazione e dalle esportazioni. La produzione USA infatti nell’ultima settimana è aumentata a 9,34 milioni di barili al giorno. L'iniziale movimento al rialzo delle quotazioni del greggio, ha così lasciato il posto ad un nuovo calo. Un andamento così ondivago da rappresentare una ghiotta occasione per i trader binari a breve scadenza (qui c'è l'elenco dei broker opzioni binarie autorizzati Consob).

L'effetto Trump sul mercato petrolifero

Il grosso scossone al mercato è giunto però qualche ora dopo, quando Trump ha affermato che gli USA intendono uscire dagli accordi sul clima. Questa mossa è stata vista come potenziale causa di un possibile notevole aumento della produzione negli Stati Uniti. Senza considerare che anche altri paesi potrebbero seguire l’esempio degli Usa, con inevitabili grosse conseguenze sul mercato petrolifero. Tutto ciò rischia di annullare gli effetti dei tagli attuati dall’Opec per ridurre l’eccesso di offerta e stabilizzare i prezzi.

Attualmente il Wti luglio cede l'1,7% a 47,54 dollari al barile, il Brent agosto l'1,9% a 49,65 dollari al barile (suggeriamo di osservare il grafico con l'indicatore MACD trading). Stabile l'euro/dollaro a 1,1218, sostanzialmente allineato alle posizioni di ieri sera alla chiusura dei mercati europei.
Gli efetti si stanno vedendo anche sulla Borsa Italiana: sottotono i petroliferi con Eni (-0,4%), Tenaris (invariata) e Saipem (+0,9%): il greggio è in netta flessione dai massimi di ieri pomeriggio.

mercoledì 31 maggio 2017

Lavoro, per l'Ilva previsti 6000 esuberi. I sindacati: "Inaccettabile"

Si fa tesissima la situazione intorno all'Ilva, dopo la notizia che il piano di salvataggio dell'azienda potrebbe comportare fino a 6000 esuberi. Questo era l'unico dato sul quale nessuna delle due cordate interessate ad Ilva si erano finora espresse. E adesso qualcuno comincia a spiegarsi anche il perché. L'incontro tra i sindacati e il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha fatto emergere i numeri choc: degli attuali 14.200 dipendenti del gruppo, più di un terzo potrebbe essere tagliato

Il piano delle due cordate sul lavoro

Il piano della cordata Am Investco prevede infatti un massimo di 5.800 unità da tagliare entro il 2023 (la maggior parte a Taranto), anno entro cui dovrà essere completato il piano ambientale. AcciaItalia - l'altra cordata - prevede invece di ridurre l'organico da 14.200 dipendenti a 7.800 nel 2018 con un numero massimo di esuberi pari a 6.400 unità (l'organico dovrebbe poi risalire a 10.800 nel 2014).

Queste proposte sono state definite "inaccettabili" dai sindacati, tanto che i rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm si sono detti contrari a queste proposte così come sono state formulate.

Nessun rilancio

Una cosa da sottolineare è che non sarà possibile fare rilanci di offerta. La procedura di vendita infatti coinvolge così tanti aspetti, ivi compreso il piano ambientale e il piano industriale, che diventa incompatibile l'ipotesi di rilancio con i tempi avrebbe stretti entro i quali completare la procedura. Per quanto riguarda il piano di ripresa produttiva, entrambi le cordate puntano forte sui settori automotive, costruzioni, mezzi pesanti e packaging. La questione Ilva continuerà ad essere delicatissima.

La cosa positiva è che - bene o male - una soluzione è stata trovata. Il che era tutt'altro che scontato. Il fatto che comporti grossissimi tagli non deve neppure stupire, dal momento che negli ultimi 4 anni l’Ilva ha fatto ricorso per tre esercizi ai contratti di solidarietà e per un esercizio alla cassintegrazione. tutto ciò ha coinvolto quasi 4000 dipendenti. Significa che un terzo degli operai e dei tecnici è stato considerato non funzionale al perimetro occupazionale e produttivo già da anni a questa parte.

lunedì 29 maggio 2017

Borse Europee fiacche. Anche Piazza Affari parte con il segno rosso

Comincia all'insegna della debolezza la settimana sulle principali Borse europee. L'indice Stoxx Europe 600 è piatto, mentre dei cali lievi si registrano a Francoforte (il Dax30 cede lo 0,1%) e a Parigi (il Cac40 perde lo 0,2%). La Borsa di Londra invece è chiusa per festività (e lo sarà anche Wall Street e pure quella in Cina).

Avvio fiacco per le Borse Europee


Anche Milano parte maluccio, con l'indice Ftse Mib che segna un -0,92% a 21.014 punti, mentre l'All Share segna un -0,86% a 23.268 punti. Tra i titoli, avvio di giornata negativo per Salvatore Ferragamo (flessione dell’1,15% a 24,94 euro) mentre partono forte Saipem (+0,54% a 3,75 euro) e Ferrari (+0,98% a 77,205 euro) dopo il successo delle vetture del Cavallino Rampante al Gran Premio di Montecarlo di Formula1.

Sul fronte valutario, l'Euro non registra sensibili variazioni alle prime battute sui mercati internazionali. La moneta unica europea passa di mano a 1,1174 dollari e a 124,3 yen (dati BDSwiss, suggeriamo di vedere qui perché BDswiss è affidabile e sicuro). Sotto il profilo macro, oggi è in programma l'audizione trimestrale alla Commissione economica del Parlamento europeo da parte del presidente della Bce Draghi.

Per quanto riguarda il petrolio, la settimana comincia con l'oro nero ancora sotto i 50 dollari. Nei giorni scorsi abbiamo avuto modo di parlare ampiamente di quel che sta succedendo sul mercato del greggio (analizzandolo con la Trading Cog Belkhayate strategia). I contratti sul greggio Wti con scadenza a luglio perdono 16 centesimi e passano di mano a 49,64 dollari al barile. Il brent scende di 12 centesimi a 51,99 dollari. Al momento quindi l'estensione degli accordi sul contenimento della produzione non sembrano sortire grandi effetti. Il problema dell'eccesso cronico di produzione rimane quindi insoluto. Infine le quotazioni dell'oro robuste sui mercati asiatici dove il lingotto con consegna immediata mantiene le posizioni guadagnate alla fine della scorsa settimana e passa di mano a 1.266 dollari l'oncia.

sabato 27 maggio 2017

Economia dei trasporti, UBER riabilitato dai giudici: "Può lavorare in Italia"

Arriva una nuova svolta per l'economia dei trasporti italiana: Uber può lavorare nel nostro paese, secondo i giudici. Nel giro di due mesi gli sono prima state messe le ganasce, poi gliele hanno tolte. Ad inizio aprile proprio un Tribunale (Roma) aveva dichiarato fuorilegge il servizio di noleggio con conducente, ma ieri la stessa Sezione imprese del Tribunale di Roma, lo ha riabilitato esprimendosi in modo diametralmente opposto sul tema.

Uber cambia ancora il quadro dell'economia dei trasporti

Per capire il motivo di questa giravolta giudiziaria va ricordato che 9 anni fa vennero posti dei vincoli antiabusivismo a protezione dei taxi: obbligo di rientro in rimessa tra una corsa e l'altra e divieto di stazionamento su strada, in attesa di nuovi clienti.

La prima sentenza puniva UBER perché tramite l'utilizzo della App per svolgere il servizio, aggirava questi vincoli e quindi di fatto dava luogo ad una concorrenza sleale a danno dei taxi, che invece devono rispettarli. Quello che è cambiato in questi due mesi è che le modifiche dall'ultimo decreto milleproroghe hanno sospeso quei vincoli, che quindi al momento non ci sono più. Ragion per cui è venuto a mancare il presupposto per dire che UBER fa ancora concorrenza sleale.

Al di là di tutto, quello che appare chiaro è che il quadro normativo è così frastagliato da rendere la situazione molto caotica. Servirebbe una riforma totale, della quale però al momento non si vede neppure l'ombra. Se n'era tornato a parlare dopo le violenze dei tassisti contro l'emendamento Lanzillotta (proprio quello che ha sospeso i vincoli di cui dicevamo sopra), ma la bozza di riforma non ha mai fatto passi avanti.
Quel che è certo è che Uber al momento si è limitata a dichiarare la propria “felicità di poter annunciare alle persone e ai mille autisti partner” la felice conclusione di questa causa.

giovedì 25 maggio 2017

Tassi di interesse USA verso il rialzo. Cosa accadrà al cross EurUsd?

Si avvicina sempre di più il momento del rialzo dei tassi di interesse negli USA. Nel corso della scorsa notte sono infatti stati resi noti i verbali del Fomc, ovvero il braccio di politica monetaria della Federal Reserve, da cui emerge con forza l'idea di procedere a un innalzamento del costo del denaro, probabilmente già durante il prossimo meeting di giugno. Del resto non è un caso se i future Fed Funds oggi danno all'80% questa possibilità.

Ricordiamo che sul finire del 2016 era stato stabilito un crono-programma che prevedeva tre (o quattro) ritocchi ai tassi di interesse USA. Quello di giugno sarebbe il secondo. Una notizia molto interessante per chi spera di capire come guadagnare subito con il Forex.

L'azione del Fomc sui tassi di interesse


Tornando ai verbali del Fomc, l'organo di politica monetaria ha utilizzato una espressione abbastanza eloquente: "Presto sarà appropriato alzare il costo del denaro". Siccome la frase è stata pronunciata durante il meeting dello scorso mese, quando il tasso venne lasciato fermo, diventa chiaro che il riferimento era alla successiva riunione. Quella di giugno appunto.

Attualmente i tassi sono nell'intervallo tra lo 0,75 e l'1%. Un eventuale rialzo potrebbe dare una spinta al dollaro, che attualmente è in indebolimento contro l'euro (basta guardare una migliore piattaforma di trading per Forex per notarlo).

Attenti però che esiste una condizione da rispettare prima di procedere al rialzo del costo del denaro, ovvero che dai report economici emerga un quadro di crescita stabile, anche dopo aver alleggerito l'economia di stimoli monetari nei mesi scorsi.
C'è poi un altro aspetto che interessa gli investitori, ovvero come la banca centrale Usa intende ridurre il proprio bilancio, che ha raggiunto 4.500 miliardi di dollari.

martedì 23 maggio 2017

Conti pubblici Italia, la manovrina "passa" ma restiamo sotto esame

L'Italia ha schivato il rischio procedura di infrazione, perché alla fine la UE ha promosso la manovrina varata dal Governo. Secondo la Commissione sono infatti state adottate le ulteriori misure di bilancio richieste per il 2017. Tuttavia rimaniamo sempre sotto monitoraggio, perché le ambiziose riforme annunciate da Gentiloni dovranno essere portate a termine (giustizia, concorrenza, anti-povertà).
Inoltre il prossimo anno si renderà necessario uno sforzo di bilancio notevole. L'esecutivo comunitario ha avvertito che intende riesaminare il rispetto italiano del criterio del debito nell'autunno del 2017, sulla base dei dati del 2016 e delle prossime previsioni comunitarie.

L'Italia resta nel mirino della UE sui conti pubblici 

Secondo i commissari Moscovici e il suo vice Dombrovskis, l'economia dell’UE e della zona euro continua ad essere resiliente, e si sentono ancora gli effetti della crescita lenta della produttività.
Proprio per questo uno degli interventi chiesti dalla UE all'Italia riguarda le tasse, alleggerendo il carico fiscale esistente sui fattori produttivi, ovvero quelli che possono alimentare la crescita. Per questo motivo ad esempio vorrebbe la riforma del catasto e la reintroduzione della tassa sulla prima casa, anche se solo per i contribuenti più ricchi.

Proprio riguardo alla prima casa (IMU), al momento ci sono delle vedute divergenti tra chi la ritiene fattibile, e chi invece la reputa una cattiva idea visto che è stata abolita solo poco tempo fa.
Lo dice ad esempio il ministro Padoan: "Le riforme fiscali - ha detto il ministro delle Finanze - vanno viste nel loro insieme ed io direi che cambiare idea su una tassa che è stata appena cambiata da pochi mesi non è una buona idea". Padoan si è detto d'accordo sul fatto che serva accelerare il processo di riforme, e che oltre a quelle di cui si discute bisogna farne di altre. Non solo, secondo il ministro la crescita non è ancora soddisfacente, sia pure in miglioramento.

domenica 21 maggio 2017

Mercato petrolifero in ascesa. Trader concentrati sulla riunione OPEC

Per il petrolio è stata un'altra settimana molto intensa. Il nodo cruciale è come sempre l'accordo OPEC per l'allungamento del piano di tagli alla produzione nel mercato petrolifero almeno fino alla fine del 2017. Settimana scorsa i mercati avevano reagito bene all'indiscrezione secondo la quale l’Opec starebbe prendendo in considerazione anche l’ipotesi di un possibile rafforzamento del piano per ridurre la produzione di greggio. Non a caso i future sul petrolio WTI avevano chiuso la settimana a 50,67 dollari, mentre quelli sul Brent avevano chiuso a 53,76 dollari. Entrambi in rialzo di oltre 2 punti percentuali.

Le due spinte al mercato petrolifero

A inizio settimana c'è stato un accordo fra Arabia Saudita e la Russia (paese esterno all’Opec) per estendere il piano di tagli della produzione del mercato petrolifero fino al marzo 2018. La notizia ha colto di sorpresa i trader, che si aspettavano un prolungamento, ma non immaginavano che sarebbe stato proposto per 9 mesi, fino a marzo 2018. E soprattutto sono stati colti di sorpresa dalle dimensioni dello stesso, che probabilmente verrà aumentato.

Questo ha spedito il petrolio dritto tra gli asset persenti nelle opzioni binarie strategie vincenti elaborate dagli investitori. A spingere verso l'alto i prezzi c'è poi il fatto che la diffusione di dati sulle scorte statunitensi segnalano una flessione per la sesta settimana consecutiva (calo di 1,8 milioni di barili, al di sotto dei 2,4 milioni previsti). Il dato sarebbe ribassista, ma contemporaneamente c'è stato anche un forte incremento nell’attività di raffinazione, che ha finito per alimentare l’entusiasmo dei rialzisti.
La società di servizi petroliferi di Houston Backer Hughes ha infatti annunciato un incremento del numero di piattaforme salite di 15 unità, per un totale di 901 pozzi. Appena un anno fa erano 404. Il conto è salito per la 18esima settimana consecutiva.

Cosa accadrà adesso? Quali segnali trading gratis sicuri riceveremo? Molto dipenderà da come procederà la marcia di avvicinamento alla riunione Opec del 25 maggio. Se la prospettiva di un nuovo accordo si farà sempre più concreta, è probabile che il mercato continuerà a vivere una fase rialzista. Dimensione e durata del rally saranno determinati da quanto lunga si profilerà l'estensione del piano, e ovviamente dal suo ammontare.

venerdì 19 maggio 2017

Eurozona, Draghi si sbilancia: "La crisi è alle spalle"

Arriva una ventata di ottimismo sull'Eurozona, e la cosa curiosa e importante è che a spingerla è l'uomo più cauto del Vecchio Continente, ovvero Mario Draghi. Il governatore della BCE - da sempre molto prudente quando si tratta di esprimere giudizio positivi - stavolta s'è lasciato andare ad un ottimistico: "Finalmente l'Europa è riuscita a mettersi la crisi alle spalle". Lo ha detto nel discorso tenuto in occasione del dottorato honoris causa dell'Università di Tel Aviv.

Il discorso di Draghi sull'euroZona

Il Presidente della BCE conferma quindi quello che sta emergendo dagli ultimi dati macro, ovvero che c'è una ripresa ed un lento ritorno alla normalità e alla crescita. Certo per cantare vittoria è presto, e tutto sommato nessuno ha ancora detto che la EuroTower - l'ha scritto anche nero su bianco - abbandonerà per ora una politica accomodante. Tuttavia quel che è assodato è che i rischi al ribasso per l'economia si sono attenutati.

E mettiamoci dentro anche quelli politici, visto che le vittorie degli "europeisti" sia in Olanda che in Francia hanno scongiurato turbolenze interne alla UE molto pesanti. Lo fa capire lo stesso Draghi quando dice che "la "crescente onda di energia che vuole una azione comune, la maggioranza silenziosa torna a farsi sentire". Il riferimento è alle rumorose proteste populistiche che sono state messe a tacere dagli europeisti più silenziosi.

E' chiaro che dopo le parole di Draghi i mercati hanno cominciato a valutare più seriamente l'ipotesi di una revisione delle stime a giugno. E anche la possibilità che una stretta monetaria possa avvenire già nel corso del 2017. Intanto Draghi si prende qualche merito, sottolineando che il clima di distensione è stato sostenuto dalla domanda interna "grazie alla politica monetaria della BCE", che è stato il principale motore della ripresa. Tuttavia Draghi ammonisce: "Guai ad abbassare la guardia poiché le sfide sono tante e vanno ben oltre il completamento dell'Unione monetaria. Bisogna gestire sicurezza, migrazioni, difesa. Sfide che possono essere affrontate solo condividendo sovranità".

mercoledì 17 maggio 2017

Petrolio, scorte nei paesi Osce a livelli da record. Il piano OPEC è fallito

I dubbi sulla reale efficacia dell'accordo OPEC stanno turbando il mercato. Nella giornata di martedì, il rapporto pubblicato dell'Agenzia degli Stati Uniti per l'Informazione sull’Energia (Eia) ha provocato un ribasso della quotazione dell'oro nero, proprio a causa delle perplessità espresse dall'ente americano. Anche se l'intesa raggiunta a novembre scorso tra i produttori dovesse essere prorogata, non è detto che servirà davvero a spingere verso l'alto la domanda.

Andamento del mercato del petrolio

La reazione sui mercati è stata chiara. Il Wti con scadenza a luglio ha chiuso a quota 49,00 dollari, perdendo lo 0,33% (suggeriamo di osservare il grafico con l'ausilio dell'oscillatore Gator, cos'è e come si usa è spiegato qui). Il Brent con scadenza ad agosto invece ha chiuso la sessione poco sotto quota 52 dollari, anche in questo caso in calo rispetto al giorno precedente (-0,19%). E va pure sottolineato che nel tardo pomeriggio c'è stata una ripresa che ha quasi dimezzato le perdite.

Dal punto di vista tecnico, il prezzo del Wti ha manifestato l'incapacità di superare la resistenza strategica compresa tra i 49,29 dollari e i 50,51 dollari, per cui potrebbe anche esserci un pullback verso il basso. Anche il Brent rimane sotto pressione, e se le cose non dovessero migliorare potrebbe presto scendere sotto quota 50 dollari, diciamo tra 49,64/48,93 dollari al barile (in questo caso suggeriamo di sfruttare il Forcone (pitchfork) di Andrews).

I dati dell'EIA sul petrolio


L'EIA ha messo in evidenza l'andamento del mercato degli ultimi mesi. Quando a novembre scorso l'Opec e altri paesi produttori raggiunsero un accordo per ridurre la produzione di 1,8 milioni di barili al giorno (valido da gennaio a giugno 2017), si ebbe un primo impatto positivo sulla quotazione dell'oro nero. Col passare del tempo però s'è visto che si trattava solo di un effetto transitorio.

Se l'obiettivo era la diminuzione delle scorte di greggio per portarle alla media degli ultimi cinque anni, l'accordo di Vienna ha fallito. Secondo i dati dell'Eia infatti, durante il mese di marzo nei trentacinque paesi dell’Ocse le scorte di greggio hanno raggiunto un nuovo massimo storico. Altro che riduzione! Non solo. L'EIA sottolinea come domanda e offerta sono fondamentalmente in equilibrio, ragion per cui se si vuole abbattere il valore delle scorte, occorre indurre una situazione di eccesso di domanda. E l'unico modo è continuare a ridurre la produzione.

lunedì 15 maggio 2017

Inflazione, l'Istat fa felice l'Italia: +1,9% ad aprile

Buone notizie per l'Italia. L'inflazione sale e raggiunge livelli che non si vedevano da 4 anni. Il nuovo livello registrato da Istat infatti è 1,9% (mese di aprile), che segna una accelerazione rispetto all'1,4% di marzo. Un aumento tendenziale dei prezzi analogo era stato toccato a febbraio 2013, mentre per trovarne uno maggiore bisogna tornare indietro ancora di un mese fino a gennaio 2013 (quando l'incremento era stato del 2,2%). L'Istat ha rivisto al rialzo le stime preliminari, visto che originariamente i dati provvisori indicavano +1,8% su anno.

I dati sull'inflazione

L'accelerazione dell'inflazione è dovuta principalmente all'incremento dei prezzi dei Beni energetici regolamentati. In questo ambito infatti c'è stato un incremento del 5,7% (da -1,2% del mese precedente). Riguardo al contributo di singoli componenti, possiamo dire che l'Energia elettrica ha avuto una crescita del 5,4%, il Gas naturale invece del 5,9%. In entrambi i casi si tratta di una inversione di tendenza rispetto al dato che era stato registrato a marzo, quando rispettivamente erano -1,0% e -1,4%. Un contributo l'ha data anche la dinamica dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+5,5%, da +2,5% del mese precedente).

Se guardiamo al dato "core" dei prezzi al consumo, ovvero l'inflazione depurata delle componenti più volatili come beni energetici e alimentari freschi, allora la crescita dell'inflazione giunge a +1,1%, rispetto al +0,7% di marzo. Quella al netto dei soli Beni energetici si attesta a +1,3% (a marzo era +1,2%).

Dal punto di vista geografico, ad aprile 2017 si registra un aumento diffuso dei prezzi. Nei capoluoghi delle regioni e delle province autonome, Bolzano ancora una volta è la città nella quale si registrano gli incrementi più elevati dei prezzi (+2,6%), seguita da Venezia (+2,5%), Milano (+2,4%), Trento (+2,3%), Firenze (+2,2%), Genova (+2,1%), Napoli e Bari (entrambe +2%). I dati peggiori invece si sono registrati a Bologna e Ancona i cui prezzi crescono entrambi dell'1,2%, e poi a Potenza (+1,4%).

venerdì 12 maggio 2017

Trump, finora zero risultati e la fiducia degli investitori è quasi esaurita

Subito dopo l'elezione a novembre, Trump fece schizzare le Borse e il dollaro sulla scia di molte promesse elettorali, su tutte quelle relative alle riforme negli USA (in primo luogo circa le tasse). Siamo giunti a metà del 2017 e di quelle riforme abbiamo solo un quadro dipinto con contorni molto sfumati. E' per questo motivo che secondo molti il tycoon ha ormai quasi del tutto bruciato la fiducia concessagli dai mercati.

Le promesse disattese di Trump

Senza grosse mosse concrete, è difficile incantare i trader che i piani di de-regulation e di investimenti nelle infrastrutture appariranno da un momento all'altro. I mercati sono stanchi di aspettare e concedere fiducia a scatola chiusa. Vogliono risultati.
L'unico raggiunto finora è stato ottenere il via libera allo smantellamento dell'Obamacare. Riguardo alle tasse invece, siamo fermi all'annuncio di una riduzione della imposta societaria del 20% al 15%. Mancano invece all'appello deregulation, rimpatrio di migliaia di miliardi di dollari di profitti societari e un maxi programma di investimenti nelle infrastrutture.

Si spiega così l'andamento degli ultimi 6 mesi del Dollar Index, che misura la variazione della moneta statunitense contro altre 6 valute principali. Nel periodo post-Trump ha guadagnato quasi l'1,7% e le previsioni euro dollaro (Eur-Usd) 2017 vedevano grandi aspettative per il dollaro. C'era addirittura chi pronosticava il raggiungimento della parità nei primi mesi del nuovo anno.

Nel trimestre febbraio-aprile invece le cose sono andate in senso opposto. Il Dollar Index ha perso l'1% scivolando di nuovo sotto quota 100. E sono diventate un ricordo tutte quelle volte che - nel primo periodo - s'è visto un oscillatore stocastico trading in costante territorio di ipercomprato.

C'è un altro aspetto che fa capire quanto Trump abbia perso appeal. Da punto di vista dei trader, il presidente USA è sempre meno il fulcro dell’attenzione dei mercati. Il suo posto l'ha infatti preso la Fed. Sono le decisioni sui tassi che la Federal Reserve ha preso e prenderà ad orientare i movimenti, specie sul mercato valutario.

mercoledì 10 maggio 2017

Redditi autonomi: pesca e cure termali i più bassi, i notai guadagnano 244mila euro

Il Ministero dell'economia pubblica ha reso note le statistiche sulle dichiarazioni Iva, Irpef e degli studi di settore, che ci forniscono così uno spaccato su quella che è la situazione delle professioni autonome in Italia. Sebbene non sia complicato immaginare che il fenomeno dell'evasione si annidi spesso proprio nelle categorie che fanno ricorso agli studi di settore, sulla base dei dati possiamo comunque dire qualcosa di interessante.

I numeri sui redditi autonomi


Si scopre che pescatori, titolari di discoteche, mercerie e di centri estetici o spa, produttori di ceramica e terracotta sono le categorie che guadagnano di meno. Stando almeno ai redditi dichiarati per gli studi di settore. In questo ambito i peggiori (pesca e cure termali) non arriverebbero neppure a 5.000 euro l'anno. A cavallo dei 10.000 euro invece molte attività commerciali: estetisti, corniciai e calzolai.

Dall'altro lato ci sono invece gli studi notarili, con un reddito medio che si aggira attorno ai 244.000 mila euro. Benissimo anche le farmacie, che arrivano a 116 mila euro, ma superano la media anche odontoiatri, studi medici, commercialisti, ragionieri, consulenti finanziari ed assicurativi.

Va detto che questo sarà l'ultimo anno degli studi di settore, che è infatti destinato ad andare in soffitta perché verrà sostituito dai nuovi indici di affidabilità fiscale. In base ai dati emerge che il reddito totale di queste attività è stato pari a 107 miliardi di euro, registrando un incremento del 5,3% rispetto al 2014 sebbene l'ambito di applicazione degli studi di settore si sia ridotto del 5,8% rispetto all'anno precedente (per via dell'introduzione del nuovo regime forfettario ai soggetti che hanno aderito a tale regime semplificato).

lunedì 8 maggio 2017

Mercati finanziari piatti dopo la vittoria di Macron. Cala l'euro sul dollaro

La settimana di Piazza Affari e delle altre borse europee comincia con il segno meno, malgrado sui mercati finanziari ci sia un certo sollievo dopo il confortante esito delle elezioni francesi. Va detto che la vittoria di Macron era data per certa già da giorni, visto che i sondaggi davano il candidato centrista in netto vantaggio.

A Piazza Affari regna la prudenza, con il FTSE MIB che registra una variazione negativa dello 0,33%. In controtendenza ci sono alcuni titoli del risparmio gestito come Azimut (+1,02%) e Banca Generali (+0,59%). Malissimo invece Moncler (-2,06%) che viene penalizzata da alcuni giudizi positivi degli analisti (non ci faremmo mai la tecnica martingala trading al contrario).
Spulciando tra gli indici di Eurolandia, vediamo che resta fermo Francoforte che passa di mano sulla parità. Poche variazioni anche per Londra, mentre perde terreno proprio Parigi (-0,40%).

Valute, spread e petrolio sui mercati finanziari

Per quanto riguarda il mercato valutario, l'euro comincia in calo la settimana contro il dollaro dopo aver superato quota 1,10 nel corso della notte. Adesso è risceso sotto questa importante soglia psicologica. Nei giorni scorsi chi aveva sfruttato le migliori tecniche opzioni binarie per puntare sul rialzo della valuta unica aveva accumulato grossi profitti, ed è probabile che i dati sul lavoro usciti venerdì dagli USA stiano facendo effetto.

In forte calo lo spread, che raggiunge 179 punti base (-22 punti base), con il rendimento del BTP a 10 anni che si posiziona al 2,19%.
Infine rimbalza la quotazione del petrolio, dopo i forti cali messi a segno la settimana scorsa.  Driver principale di questo piccolo sprint sono le forti aspettative che di qui a qualche settimana ci saranno ulteriori tagli alla produzione di greggio da parte dell'OPEC per contrastare l'eccesso di offerta.

sabato 6 maggio 2017

Lavoro, l'Inps segnala: quasi 30mila domande per avere il "bonus mamma"

In appena 36 ore, sono quasi giunte 30mila richiesta all'Inps per avere accesso al bonus mamma, previsto dalla legge di bilancio. E' quanto comunica l'Inps attraverso una nota. Secondo l'Istituto del Lavoro il numero preciso è 27.692 domande, la cui scadenza era fissata per la giornata di ieri. Il bonus in questione può essere erogato al momento in cui si compirà il settimo mese di gravidanza o alla nascita, adozione o affido, sempre che si sia verificato nel periodo che comincia dal 1 gennaio di quest'anno.

Boom di richieste tramite il sito Inps


Di tutte le domande che sono pervenute, più della metà sono state presentate attraverso il sito dell'Istituto di previdenza del Lavoro, mentre l'altra metà attraverso i Patronati, meno una piccolissima quota che è stata presentata attraverso l'utilizzo del Contact Center (complessivamente meno di un migliaio).

Il fatto che la maggior parte delle domande sia stata presentata senza intermediari, secondo l'Inps deriva proprio dal fatto che l'istituto ha predisposto una procedura semplice e immediata, nonché della maggior predisposizione degli italiani ad utilizzare le procedure informatiche per dialogare con l'Istituto.

Tra tutte le richieste che sono state fatte, quelle che riguardano bambini già nati sono 20.402. Ora si attende l’operatività del bonus nido da mille euro l’anno per ogni figlio nato o adottato a partire dal primo gennaio 2016. Entro il 18 maggio l’Inps dovrà pubblicare sul sito le istruzioni operative per fare domanda.

giovedì 4 maggio 2017

Fed senza sorprese: tassi confermati. Sui dati economici flop: "Sono transitori"

Come era nelle previsioni, alla fine la Federal Reserve ha deciso di confermare il livello dei tassi di interesse. Restano quindi fermi allo 0,75 e l'1%. Lo ha annunciato il Fomc - ovvero il comitato di politica monetaria della banca centrale americana - al termine di un meeting di due giorni che si è concluso ieri. Nessuno si aspettava qualcosa di differente, dal momento che la Fed aveva già provveduto ad alzare il costo del denaro sia a dicembre che a marzo.

Gli effetti dei dati della FED


Adesso si guarda a quello che accadrà sul fronte valutario nella giornata di oggi, cosa che interessa molto per verificare le nostre strategie vincenti opzioni binarie 60 secondi. I primi dati segnalano che la valuta del vecchio continente è in salita, sia pure di poco, nei confronti del biglietto verde. A pesare è proprio la cautela con cui la Fed si sta comportando, e il fatto di aver rinviato a data da destinarsi il rialzo del costo del denaro.

Teoricamente rimangono ancora due ritocchi da fare nei prossimi 7 mesi, visto che la Yellen annunciò che ci sarebbero stati 3 cambi nel corso di quest'anno. Molti si erano infatti preparati all'evento, ipotizzando un forte rally del dollaro. Avevano scelto già il loro broker con miglior spread forex, cos'è è spiegato qui, ed erano pronti. E invece no. C'è da attendere.

Il commento della FED

La cosa importante infatti è che la Fed ieri ha manifestato una certa preoccupazione per il rallentamento mostrato dalla crescita economica degli Stati Uniti. I due passaggi chiave in questo senso riguardano il "rallentamento delle attività economiche" e "le spese delle famiglie che sono aumentate solo modestamente".

Malgrado questo comunque, non c'è da fare allarmismi in quanto questa franta viene ritenuta un fenomeno "transitorio". Il FOMC infatti ritiene che con graduali aggiustamenti nella politica monetaria, sia le attività economiche che il mercato del lavoro miglioreranno ulteriormente nei prossimi mesi. L'inflazione si stabilizzerà intorno al target del 2% nel medio termine. Riguardo ai prossimi rialzi dei tassi, la Fed ha chiarito che questi avverranno in relazione ai prossimi outlook economici e ai dati macroeconomici in arrivo.

La prima reazione dei mercati si è avuta ne corso della notte, con le borse asiatiche che hanno chiuso in ordine sparso. Shanghai cede lo 0,14%, Shenzhen sale dello 0,09%, bene invece Seul: +0,97%. Sale Taiwan che guadagna lo 0,12%.

martedì 2 maggio 2017

Lavoro, il Rapporto giovani 2017 dipinge un quadro deprimente

Continuano a disegnare un quadro preoccupante, i dati relativi al mondo del lavoro nell'ottica dei giovani. Per oltre il 70% di loro infatti, la situazione economica generale è un elemento che pesa in misura determinante sulla scelta di andare via di casa. E non parliamo solo dei disoccupati, ma anche di quelli che un lavoro comunque l'hanno trovato. Questo testimonia che il mondo giovanile ha difficoltà a mettere a frutto il proprio potenziale, troppo spesso misconosciuto e sottoutilizzato.

Il quadro del rapporto giovani

Secondo il Rapporto Giovani 2017 che stato realizzato da Istituto Toniolo con Intesa Sanpaolo e Fondazione Cariplo, la categoria più penalizzata è quella dei Neet (Not in Education Employment or Training), ovvero che non ha né cerca un impiego e non frequenta una scuola né un corso di formazione o di aggiornamento professionale.
Per loro il problema lavoro e la congiuntura economica sono ostacolo decisivi nella scelta di restare a casa con i genitori. Stesso discorso vale però per i giovani che hanno un contratto a tempo determinato: il 79,4% ritiene che la propria condizione occupazionale sia scoraggiante all'uscita dalla casa dei genitori.

Il risultato è che il 92,2% dei giovani italiani dichiara di non essere riuscito a realizzare i propri desideri formulati l'anno passato di uscire dalla famiglia di origine. Rispetto al resto d'Europa, è molto più ampio il divario tra ciò che i giovani italiani vorrebbero fare e ciò che invece riescono effettivamente a fare. Il che chiaramente pesa sull'autostima e genera maggiori frustrazioni a livello di ambizioni personali.

Nel complesso, il rapporto conclude che le inefficienze del mercato del lavoro stanno frenano il pieno e qualificato contributo delle nuove generazioni ai processi di crescita del paese, ma tengono pure in stallo da troppo tempo persone oramai trentenni che per motivi anagrafici non possono più essere considerate giovani, ma nemmeno adulte perché ancora lontani dalla conquista di una piena autonomia dai propri genitori e di formazione di una propria famiglia.

domenica 30 aprile 2017

Investimento online: meglio da soli o affidarsi a un fondo gestito?

Uno degli aspetti più importanti quando si fa un investimento online è quello psicologico. Il che si traduce nel sapere quando entrare in un mercato ma anche quando uscire. Cosa complicata perché implica sia aspetti di carattere psicologico (non è facile tenere a freno ne' l'avidità ne' la voglia di rivincita quando si perde) e anche il fattore tempo. Saper gestire l'attività di trading significa infatti saper aspettare anche molto tempo prima di entrare sul mercato.

Il capitale affidato a terzi per l'investimento

In riferimento a questo ultimo aspetto, possiamo dire che proprio per questo sono nati i fondi comuni di investimento. Si tratta di istituti di intermediazione finanziaria che investono capitali raccolti dai risparmiatori. Ovviamente con il fine di creare valore sia ai gestori del fondo, sia ai risparmiatori che vi hanno investito.

Una forma particolare di fondo è quella creata da uno dei broker più innovativi che si trovano in giro, ovvero eToro. La peculiarità degli eToro copy funds sta nel fatto che gli asset su cui si investe sono le attività di altri traders online. In pratica il valore viene generato da altri utenti della piattaforma. Abbiamo volutamente semplificato il discorso, giusto per mettere in risalto la sua peculiarità.

Il capitale gestito in proprio


Quando però non si affida ad altri il proprio capitale ma lo si deve gestire in proprio, la cosa è molto più complessa. Si prenda ad esempio il caso degli investimenti binari, che già di base presentano un coefficiente di rischio molto elevato (tanto che sono la forma di investimento più simile alle scommesse vere e proprie). Saper fare gestione capitale e rischio opzioni binarie non è cosa da tutti, proprio per via della maggiore incidenza di fattori sui quali è difficile fare delle previsioni (almeno per le opzioni a breve scadenza).

Volevamo giusto darvi un paio di spunti di riflessione sul tema, per farvi capire quanto può essere vario l'impegno emotivo (e di competenze) necessario per fare investimenti online. Si può passare infatti da una gestione affidata in tutto a terzi, ad una da fare in proprio e con grossi rischi (ma anche potenziali guadagni).

venerdì 28 aprile 2017

Wall Street, brillano i colossi dell'alta tecnologia: trimestrali da urlo

I colossi della tecnologia brillano a Wall Street, mantenendo le aspettative che c'erano a inizio 2017. Da Alphabet a Amazon, sono in tante le aziende che hanno messo a segno robuste performance durante il primo quarto dell'anno, confermando che questo settore mostra ancora grande vitalità.

I risultati a Wall street

La casa madre di Google, ovvero Alphabet, ha aperto la stagione delle trimestrali segnando un giro d'affari in ascesa del 22%. Ben oltre le aspettative. I profitti del colosso high-tech sono saliti del 28,5%, ed ogni azione ha prodotto utili per 7,73 dollari. Inutile dire che il titolo a Wall Street continua a ritoccare i massimi.

Benissimo anche Amazon, le cui azioni hanno registrato un incremento unitario di utile pari al 41%. Le entrate invece hanno registrato un incremento del 23%. La divisione di Web Services ha visto le entrate balzare di quasi il 43%, oltre le attese.

Il risultato di Microsoft


Non si può non citare anche Microsoft, che ha registrato profitti per 4,8 miliardi, in rialzo di circa il 30% e comunque oltre le aspettative. E dire che il giro d'affari non è neppure andato bene come era stato previsto inizialmente, dal momento che è stato di 22,1 miliardi a fronte di una previsione di 23,62 miliardi.

Proprio il giro di affari ha invece reso felice Azure, che compete con Amazon Web Services nelle piattaforme cloud per il business. Qui parliamo di un aumento di quasi il doppio, visto che è stato del 93%. Infine c'è Inter, leader dei microprocessori. I profitti sono andati in rialzo del 50% a 3 miliardi, e anche in questo caso il risultato è stato pure peggiore delle aspettative, visto che le entrate sperate sono cresciute solo del 7%.

mercoledì 26 aprile 2017

Tasse, oggi Trump potrebbe annunciare la riforma fiscale USA

E' il giorno in cui si rialza il sipario sugli USA e su Donald Trump. Il presidente americano oggi è atteso al varco per quel che riguarda la sua riforma fiscale, che è uno snodo cruciale del suo programma di Governo. Finora le mosse del tycoon non sono state sempre azzeccate, e una fetta del consenso è scemata. La riforma fiscale è l'occasione per riprendere slancio e credibilità. Del resto se negli ultimi giorni il dollaro è stato molto debole, non è solo per le vicissitudini in ambito internazionale. Anche le incertezze riguardo alle capacità di Trump hanno avuto il loro peso.

Il cambio tra euro e biglietto verde è tornato in orbita 1,10 (per chi ha voglia, osservi il grafico daily con l'ausilio del De Marker indicator trading). Tenuto conto che fino a un mese e mezzo fa c'era chi ipotizzava addirittura la parità, è chiaro che qualcosa sta zavorrando il dollaro.

Trump e le tasse

Il Presidente degli Stati Uniti ha dato mandato ai suoi collaboratori di definire un quadro ambizioso per il taglio delle tasse, a partire dalla riduzione dell'aliquota aziendale, che dovrebbe passare dall'attuale 35% al 15%. Se ci riuscisse sarebbe un grande colpo. L'obiettivo principale del Presidente USA è dare priorità agli sgravi fiscali, cosa che potrebbe creare qualche ostruzionismo in seno al Congresso. Quest'ultimo infatti è a maggioranza Repubblicana.

Ricordiamo che in campagna elettorale, Trump aveva detto di voler ridurre a zero il debito statunitense in otto anni. Ma questa riforma fiscale cozza con quell'obiettivo. Ma ormai i giochi sono fatti, e oggi Trump potrebbe stupire tutti annunciando le linee generali di un piano che si preannuncia epocale. E' presumibile che sui mercati oggi si torni ad essere più guardinghi.

Negli ultimi due giorni la coppia EUR/USD ha spinto fortemente al rialzo (per la gioia di chi sa quanto si guadagna con le opzioni binarie in certi momenti), ma oggi potrebbe frenare la corsa. Questo sia per le prese di profitto, sia perché in molti aspetteranno proprio la riforma di Trump, che potrebbe ulteriormente cambiare lo scenario.

lunedì 24 aprile 2017

Borse euforiche dopo le elezioni in Francia. Piazza Affari, il FTSE MIB +3,29%

L'effetto Francia soffia come un vento benefico sulle borse europee, che volano in apertura di settimana. Gli investitori fanno festa dopo aver appreso l'esito del primo turno delle elezioni presidenziali francesi, che ha premiato Emmanuel Macron e Marine Le Pen (si veda lo speciale elezioni).

E' stato scongiurato quindi il rischio ballottaggio tra due candidati antieuropeisti. Peraltro Macron sembra avere la strada spianata verso la vittoria. Gli altri candidati eliminati, infatti, sono dalla parte di Macron al secondo turno. Il rischio che possa avvenire una Frexit dopo la Brexit dunque è quasi scemato, e questo riduce anche il pericolo che qualche altro paese possa caldeggiare l'idea di divorzio dall'UE.

Fanno festa le Borse

E' chiaro allora perché si stia respirando un clima di euforia generale sui mercati finanziari. In Italia passa in secondo piano anche la bocciatura di Fitch, che venerdì scorso ha tagliato il rating del Paese. Prevalgono gli acquisti nella Borsa di Milano, al pari delle principali Borse Europee.

A Piazza Affari il FTSE MIB segna nelle prime ore del mattino un incremento del 3,29%. Avanza anche il FTSE Italia All-Share: +3,26%. Tra le migliori azioni italiane a grande capitalizzazione, vanno segnalai i titoli del comparto bancario, con gli exploit di Unicredit (8,36%), Banco BPM (5,56%) e UBI Banca (+6,59%). Acquisti anche su Intesa Sanpaolo (5,73%). Tra gli indici di Eurolandia svetta Francoforte che segna un importante progresso del 2,40%, vola Londra, con una marcata risalita dell'1,78%. Brilla Parigi, con un forte incremento (+3,67%).

Bene anche l'euro nei mercati valutari. La moneta unica segna un guadagno dell'1,03% nei confronti del dollaro, dopo aver raggiunto nuovi massimi nel 2017. Male l'oro. Il bene rifugio per eccellenza infatti arretra a 1.271,7 dollari l'oncia.

sabato 22 aprile 2017

Finanza, ecco come è andata la settimana in Borsa e nel Forex

La settimana sui mercati finanziari si è conclusa senza sussulti, anche se di motivi ce ne sarebbero stati eccome. Il fatto è che nessuno s'è voluto sbilanciare visto il delicatissimo appuntamento con il voto francese di domenica. Ecco perché anche l'attacco terroristico che ha colpito nuovamente Parigi ha pesato poco sugli scambi di giornata.

Il fine settimana è stato anticipato dalla chiusura contrastata delle Borse europee: Milano proprio in chiusura aumenta i ribassi e perde lo 0,54%, poco meglio di Parigi che perde lo 0,37%. Londra stabile, solo Francoforte chiude in territorio positivo (+0,18%). Diverso discorso per i listini asiatici, che hanno chiuso in positivo: il Nikkei guadagna l'1,03% a 18.620,75 punti, mentre c'è stata la flessione dello yen sul valutario. Chiusura in calo per Wall Street: il Dow Jones ha perso lo 0,15%.

Valute e commodities

Proprio toccando il tema valutario, l'euro perde terreno sulla scia dei timori che gravano sulle elezioni francesi. La valuta unica scivola nuovamente sotto quota 1,07 sul dollaro, dopo il bell'exploit di giovedì (era avanzato ai massimi da tre settimane). Euro fiacco anche verso lo yen (-0,3% a 116,71).

Per quanto riguarda i dati macro, la chiusura di settimana racconta che in Germania l'indice pmi servizi è sceso al 54,7 ad aprile, mentre il manifatturiero subisce un decremento al 58,2. In Francia invece il Pmi manifatturiero è balzato a 55,1 punti dai 53,3 punti della passata rilevazione. In Italia fa sorridere l'industria, che nel mese di febbraio fa registrare fatturato e ordinativi in crescita. In Gran Bretagna invece, calano le vendite al dettaglio (-1,8% congiunturale a marzo).

Riguardo le commodities, cala ancora il prezzo del petrolio, che per la prima volta ad aprile è tornato sotto quota 50 dollari. Il Wti a New York infatti scivola a 49,70 dollari al barile, mentre la quotazione del Brent arriva a 52,02 dollari perdendo quasi il 2% rispetto alla chiusura di giovedì. Oro invariato a 1.284 dollari per oncia.

giovedì 20 aprile 2017

Fed, il beige book alimenta scetticismo sul prossimo rialzo dei tassi


Anche se la settimana in corso è improntata alla prudenza da parte degli operatori, che guardano soprattutto all'appuntamento elettorale con la Francia del prossimo weekend, ci sono comunque degli spunti macro interessanti. Dopo il dato sull'inflazione dell'euroZona (stabile all'1,5% e in linea con le previsioni), questa notte è stato reso noto il Beige Book da parte della Federal Reserve.

Si tratta del report complessivo che l'istituto centrale americano pubblica ogni 6 settimane, una sorta di bollettino sullo stato di salute dell'economia. Visti i dubbi sul timing del rialzo del costo del denaro che ha intenzione di portare avanti la Fed, il Beige Book era un elemento di interesse per gli investitori (si vedano qui le previsioni eur usd 2017).

Bene il lavoro, delude l'inflazione secondo la Fed

Ebbene, dal report emerge che l'economia statunitense continua a crescere. Tuttavia lo sta facendo a un "passo moderato". E' vero che i salari sono aumentati, ma non arrivano notizie troppo confortanti dall'inflazione.
L'occupazione è in crescita in tutto il Paese, soprattutto per via di un mercato del lavoro che si conferma forte. Proprio questo aspetto ha propiziato la crescita dei salari.
Il problema, come detto, rimane l'inflazione. Le pressioni rimangono modeste, con i prezzi di vendita che sono saliti solo "leggermente" rispetto alla precedente relazione.

Tutto questo lascia incerti i trader, e in bilico il futuro prossimo del cross euro-dollaro che è il top nel trading Forex e binario (in proposito si veda quanto si guadagna con le opzioni binarie).

Il Beige Book, che fa riferimento al periodo tra la fine di febbraio e marzo, sarà utilizzato nella prossima riunione della Fed in calendario il 2-3 maggio.
Da quel che emerge quindi, non sembra possa essere concreta l'ipotesi di un nuovo rialzo dei tassi già nel mese di giugno. Ricordiamo che l'ultimo ritocco all'insù di 25 punti base è stato deciso appena lo scorso mese. Molto di più però si capirà quando, ad inizio maggio, il governatore Janet Yellen spiegherà la politica monetaria che la Fed intende portare avanti.

martedì 18 aprile 2017

Consumi, da domani scatta l'obbligo di etichetta "made in Italy" per il latte

Dal 19 aprile scatta l'obbligo di nuove indicazioni per le etichette del latte e dei prodotti lattiero-caseari. Sarà infatti obbligatorio indicare l'origine, in attuazione del regolamento (UE) n. 1169/2011, firmato dai ministri delle Politiche Agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. Sarà un passo rivoluzionario per i consumi, visto che difenderà gli allevatori veri da quelli "falsi". C'è da rimarcare che secondo un report di Coldiretti, ben 3 buste di latte a lunga conservazione su 4 contengono prodotto straniero.

L'etichetta che cambia i consumi

Questo obbligo che entra in vigore domani, è l'epilogo di un lungo iter che era cominciato un anno fa, precisamente il 31 maggio 2016 a Milano. Quel giorno si svolgeva la giornata nazionale del latte che venne organizzata dalla Coldiretti, e in quella circostanza il premier dell'epoca - Matteo Renzi - annunciò di aver proceduto alla trasmissione del decreto sull'etichettatura del latte alla Commissione Europea.

Finora era impossibile per i consumatori distinguere le confezioni di latte italiane da quelle con prodotto non italiano, mentre questo provvedimento dovrebbe cambiare radicalmente le cose e garantire se non altro dei consumi più informati. "Questo è un importante segnale di cambiamento a livello nazionale e comunitario - ha affermato il Presidente Coldiretti, Roberto Moncalvo - perché risponde alle esigenze di trasparenza degli italiani".

sabato 15 aprile 2017

Euro indebolito dalle elezioni in Francia. Sterlina al top da 6 settimane

L'euro viene fiaccato dalla situazione politica in evoluzione, e così la sterlina ne approfitta per piazzare un guizzo che la porta al livello massimo da 6 settimane. Nell'ultimo giorno di contrattazioni sui mercati valutari, il cross EUR/GBP è tornato a guadagnare ampio terreno, arrivando verso quota 0.849.

A zavorrare la moneta unica (e spegnere gli ardori di chi ritiene di avere migliori strategie opzioni binarie 60 secondi, trucchi) è la questione aperta delle elezioni francesi che ormai sono in dirittura d’arrivo, ma anche i dati macro provenienti dal Regno Unito, che hanno smorzato un po' di quei timori legati alla Brexit ormai iniziata.

Le evoluzioni dell'euro

Andiamo per ordine. Se fino a qualche tempo fa era Marine Le Pen a far tremare i mercati, oggi è invece Jean-Luc Melenchon, candidato di estrema sinistra. Secondo molti, un'avanzata di Melenchon al primo turno delle elezioni francesi andrà ad indebolire la moneta unica e di conseguenza il cambio EUR/GBP, dal momento che fino a poco tempo fa si pensava a una corsa a due Le Pen-Macron, e oggi invece la corsa è a 3 e quindi ancora più incerta.

Questo fa capire che di fronte agli eventi, anche i migliori segnali opzioni binarie gratis affidabili lasciano il tempo che trovano.

La sterlina intanto ha beneficiato di alcuni dati marco provenienti dal Regno Unito. Ci riferiamo all'inflazione che è cresciuta al 2,3%, mentre i prezzi di produzione hanno rivisto al rialzo tutte le attese degli analisti. Ci sono pure i dati sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 4,7%, i salari medi sono cresciuti oltre le attese) che hanno contribuito alle perdite del cambio EUR/GBP.

La sterlina ha poi ricevuto un’ulteriore spinta da quello che sta accadendo in ambito internazionale, con Trump che ha detto di preferire bassi tassi di interesse e ha definito il dollaro americano troppo forte. Questo ha determinato il crollo del dollaro contro la sterlina. Il cross GBP/USD è tornato a guadagnare terreno.

giovedì 13 aprile 2017

Deficit e conti pubblici: le spine del Governo riguardo alla "manovrina"

Il DEF è stato approvato solo ieri dal Consiglio dei Ministri, ma già è oggetto di critiche e di discussioni e spunti di riflessione sul deficit. L'essenza del nuovo documento sta nel mancato aumento dell'Iva, nella correzione strutturale da sei decimali, nei fondi destinati al pubblico impiego e al mercato del lavoro (sotto forma di decontribuzione per neoassunti under 35) e nelle misure di rilancio della crescita e investimenti.

I conti e la partita sul deficit

La manovrina comporterà l'aggiustamento strutturale da 3,4 miliardi così come chiesto dalla commissione Ue, provocando un rapporto deficit-Pil al 2,1%. Questo rapporto dovrebbe scendere a quota 1,2%, secondo li accordi con Bruxelles.
Tradotto in soldoni: si parla di una correzione de circa 15 miliardi abbondanti, cui però vanno aggiunti altri costi (misure espansive, spese indifferibili, e altro) e pure i 19,5 miliardi di aumenti Iva da sterilizzare. Si arriverebbe così a una cifra choc.

Tuttavia, questa cifra viene corretta a sua volta da alcuni fattori, alcuni certi e altri probabili. In primo luogo la manovrina appena approvata sortirà i propri effetti anche il prossimo anno, per un paio di decimali di Pil.

In secondo luogo c'è il discorso riguardo al deficit. Roma e Bruxelles sono alle prese con un braccio di ferro riguardo il limite del fare deficit: oggi è all'1,2%, ma domani si spera che l'EuroZona accetti di salire a quota 1,8%. Dalla misura che si riuscirà a ottenere dipenderà l'entità effettiva della manovra. Per fare un esempio, se si ottenesse dalla Ue la possibilità di fare deficit l’anno prossimo per l’1,8% di Pil, significherebbe finanziare in deficit circa metà (9 mld) della nuova sospensione delle clausole Iva.

martedì 11 aprile 2017

FED, la Yellen predica ancora prudenza sui mercati

La tarda serata di lunedì porta sui mercati una nuova dichiarazione della numero uno della Federal Reserve, Janet Yellen. Era presente a un meeting presso l'Università del Michigan. Sono dichiarazioni ancora una volta improntate alla prudenza. Il capo della FED ribadisce infatti che i tassi di interesse negli Stati Uniti saliranno, ma questo sarà frutto di un processo graduale.

Secondo la Yellen, la stretta monetaria intrapresa dalla banca centrale statunitense è quanto mai appropriata, ma nessuno in seno alla FED vuole ritrovarsi nella posizione di dover alzare i tassi troppo rapidamente, perché questo potrebbe causare problemi all'economia. Inoltre, secondo il capo dell'istituto americano, la crescita del paese è in buona salute, e che anche quella mondiale comincia a farsi più robusta. Ma si tratta - sottolinea Yellen - di risultati positivi che hanno richiesto tempo. Ha inoltre sottolineato che la FED è sempre più vicina a raggiungere i suoi obiettivi.

La situazione del dollaro dopo la FED

Dopo le parole del capo della FED, il dollaro americano non ha modificato la sua rotta sui mercati valutari. Del resto anche ieri la coppia EUR/USD era stata stabile.
Il mercato è rimasto all’interno di una gamma di oscillazione molto ristretta, con movimenti estremamente ridotti su ambo i lati e i migliori segnali trading affidabili sono tutti silenziosi questa mattina.

Nel resto della giornata, non sono attese notizie importanti degli Stati Uniti né dall’eurozona pertanto prevediamo oscillazioni ridotte e una fase di consolidamento con orientamento ribassista.

Dal punto di vista tecnico, utilizzano la Bande di bollinger strategia non abbiamo avuto grandi input. Al momento il livello superiore degli 1,06 dollari continua a fungere da resistenza. Attualmente il mercato mostra una certa insistente pressione ribassista, ma il livello inferiore degli 1,05 dollari dovrebbe continuare a fungere da supporto e non prevediamo una rottura al di sotto di questa regione al primo tentativo. Dal punto di vista macro, infine, non sono attesi grandi appuntamenti in giornata.

domenica 9 aprile 2017

Crisi: ecco il modello matematico che stima l'entità delle perdite e il rischio "contagio"

E' frutto di menti italiane il modello matematico che è stato ideato per misurare quanto sia grave una crisi, e anche le misure migliori per poterla fronteggiare. A idearlo infatti assieme ad un team di ricercatori della Commissione Europea sono stati dei docenti dell'università di Cagliari (Riccardo De Lisa e Stefano Zedda). Si tratta di un modello economico che simula una crisi finanziaria, e stima anche la possibile entità delle perdite che provocherà. Nono solo, identifica anche i migliori rimedi legislativi da adottare per ripartire.

Cos'è il modello Symbol per misurare la crisi


Questo modello si chiama SYMBOL, che sta per "Systemic Model of Banking Originated Losses". Il modello di calcolo – fanno sapere dall’Ateneo sardo – ha avuto delle applicazioni molto interessanti nel settore del risparmio. Quest'ultimo viene infatti regolato da direttive europee che hanno un effetto concreto sull’economia dei Paesi e sulla capacità di spesa dei cittadini, ed è costantemente tenuto sotto monitoraggio da parte dagli analisti europei.

Il modello Symbol è stato già utilizzato dai ricercatori della Commissione Europea, al fine di valutare gli effetti della Direttiva europea sulla tutela dei depositi bancari, la così detta "European Deposit Insurance Scheme (EDIS)", che è stata approvata un anno e mezzo fa.

Il concetto di fondo del modello è valutare la tenuta del sistema tramite la misurazione degli effetti di una possibile crisi. Stima cioè la probabilità e l’entità delle perdite economiche del settore finanziario a seguito di una crisi finanziaria. Prevede quindi le dimensioni delle perdite e l'impatto degli eventuali default nel settore bancario, nonché il pericolo del "contagio" tra istituti di credito. Finora il modello SYMBOL è stato utilizzato una decina di volte per elaborare una Direttiva europea sui servizi bancari e finanziari. Un motivo di vanto e orgoglio per l'Italia e i due docenti sardi.