giovedì 7 settembre 2017

FED, si dimette il vice-presidente Fischer. Ora tocca alla Yellen?


La FED cambia il numero due, e a febbraio potrebbe cambiare anche il numero uno. Stanley Fischer, vice presidente dell'istituto centrale americano, ha annunciato le proprie dimissioni tramite una lettera a Donald Trump. Il suo mandato da vice sarebbe scaduto a giugno. Questo fa correre il pensiero a ciò che potrebbe succedere a febbraio, quando scadrà il mandato di Janet Yellen e Trump potrebbe sostituirla.

Cosa cambierà nella FED

Le dimissioni di Fischer saranno efficaci dal 13 ottobre. Quello che colpisce è che la decisione sia giunta da uno degli uomini voluti da Obama e al tempo stesso poco teneri con il nuovo presidente USA. Fischer, 73 anni, anche di recente ha criticato il tycoon per la sua voglia di allentare le rigide regole varata per la finanza dopo la crisi del 2008. "Grazie alle lezioni della recente crisi finanziaria, abbiamo costruito un sistema finanziario più forte e più resiliente - ha scritto - e meglio in grado di offrire credito così vitale alla prosperità delle famiglie e delle imprese del nostro Paese". Stessi concetti espressi da Janet Yellen al simposio di Jackson Hole di fine agosto.

E proprio tornando alla Yellen, il pensiero va alla scadenza del suo mandato il prossimo 3 febbraio. Trump nel giro di pochi mesi potrebbe spazzare via i vertici della FED e rimpiazzarli con persone più gradite. Ad esempio Gary Cohn, il consigliere economico della Casa Bianca ed ex presidente di Goldman Sachs.

Fischer è considerato uno dei migliori banchieri centrali del mondo. E' nato in Rhodesia Settentrionale ed ha doppia cittadinanza: israeliana e statunitense. Nella sua lunghissima carriera è stato anche tra le più alte cariche di organismi internazionali come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. Dal 2005 al 2013 è stato governatore della Bank of Israel, prima di essere chiamato da Obama alla FED.

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